sabato 30 marzo 2019

Maledizione

I problemi di salute di Bianca permangono, a volte si accentuano - con evidente problemi di relazione - altre volte invece si attenuano, rivelando una bellissima ragazzina, dolce, straordinariamente affettuosa.
Ma tant’è. È la terapia che, a quanto pare, deve durare tutta la vita che mi affligge.
All’idea che una giovane ragazza debba essere sottoposta a una terapia farmacologica per tutti i giorni che Maga Magò mette sulla terra  io non riesco a rassegnarmi.
Intendiamoci, c’è di peggio in giro, purtroppo.
Però c’è anche di meglio.
Mi spiace per lei, mi spiace per i problemi a cascata che la sua disfunzione provoca, mi spiace perché la sua vita sarà sempre sottoposta a un controllo medico ogni sei mesi circa, mi spiace perché la amo più di me stesso, mi spiace perché...
Spero che non comporti problemi più gravi, con l’andar del tempo.
E spero che sia felice e spensierata come tutte le sue coetanee devono essere alla loro età.
Maledizione...

mercoledì 27 marzo 2019

Vabbé essere ottimisti, ma...

Eh sì, ormai sono mesi che non scrivo e qualche cosa, per i milioni di fan che seguono queste note, bisogna pur dirlo.
Su due fronti.

Punto uno, in risposta/seguito al post che precede questo. Quello che allertava sulla puzza di vomito che ci circondava qualche mese.
Era il solito post ‘radical chic’, di chi con il sedere al caldo gioca a fare il ribelle rivoluzionario, contro, antagonista, mai domo. Sì, era il solito e consueto e reiterato messaggio di protesta, che si ripeteva con Renzi, che si rincorreva con il nano e che continua con questi qua.
Bene.
Bene un cavolo.
Era troppo ottimista, era troppo culturalmente fiducioso in una paese che ha sempre rialzato la testa dopo le peggiori nefandezza che la storia gli ha messo sul tavolo (e che, intendiamoci, si è cercato). Era altro che radical chic.
La puzza di vomito - già schifosa di per sé - si sta tramutando in una puzza ancora peggiore, in quel tanfo che chi si aggira a piedi per la montagna d’estate conosce molto bene: la puzza di merda.
La merda di vacca, che ti ritrovi sul sentiero dopo che i bovini, al pascolo libero e sano degli alpeggi, sono passati dopo aver ingurgitato erbetta fresca e verde che tanto buon latte fa produrre. Ecco quella puzza lì, che molti ritengono sana perché ‘naturale’, ma che invece puzza da far schifo e se hai la sbadataggine di metterci dentro una scarpa per sbaglio, te la porti anche a casa per molti giorni.
Ecco la puzza che abbiamo oggi in giro.
Una tanfo infernale sì di ignoranza, sì di mancanza di analisi, sì di incompetenza in tutto e per tutto, sì di furbizia al limite della decenza, sì di razzismo, sì di mancanza di rispetto delle donne, sì di cialtroneria al potere. Ma ora si sente puzza di fascismo, di squadrismo, di violenza diffusa e, peggio  di tutto, si sente un tanfo assordante e ammorbante di accondiscendenza, di indifferenza, di ‘ma sì, ma sono solo ragazzi...’.
Ecco. Penso sia ora di ri-svegliarsi.

Punto due.
Molte cose sono cambiate sotto il sole in questi ultimi due anni.
Abbandonata l’eperienza imprenditoriale che ha segnato la mia vita degli ultimi trent’anni, passato un anno a gestire figli, supermercati, trasporti familiari, cucina (sono uno chef nato e non vado a Masterchef solo per pietà di concorrenti e giudici), volontariato, letture, scritture, pensate, affetti, relazioni, lavatrici e lavastoviglie, ora sono di nuovo in pista con un’attività di consulenza per un’associazione che mi coinvolge molto, mi appassiona moltissimo e mi rende felice.
È bellissimo fare il proprio lavoro senza dover avere a che fare con collaboratori, strutture, pesi e contropesi, menate interne e cotillons. Una meraviglia. E per ora con buoni risultati e riconoscimenti.
E con un tema di base complicato e di scarso appeal.
L’impegno è costante - diciamo che mi porta via mezza giornata ogni giorno che dio manda in terra -, mi sta portando a contatto con salotti importanti e molto buoni, con il mondo della pubblica amministrazione cittadina e regionale.
Mi piace, mi piace molto aver fatto questo salto professionale verso un mondo che non conoscevo e che quasi non sapevo esistesse.
Oggi gestire figli e lavoro, lavatrici e conferenze stampa, spesa e incontri, il mondo casalingo e le riunioni è complicato, ma in fondo le donne lo fanno dalla notte dei tempi quindi bisogna stare solo zitti.
Siccome sono sempre insoddisfatto e musone, dichiaro pubblicamente che ora sono contento, sto bene e sono (quasi, senza esagerare) in pace con me stesso.
Cambiasse il governo poi...




mercoledì 9 gennaio 2019

Puzza

Il vomito che ci circonda, la puzza di schifezza dilagante, l'orrido che ogni giorno si manifesta sui media, non ci seppellirà.
Forse lo farà una risata, ma sicuramente quello che oggi ci circonda non ci riuscirà a mantenersi in vita e a distruggere tutto.
Dio santo, siamo ormai al fondo del fondo, con un'ignoranza al potere mai vista, con una consapevolezza di non essere all'altezza, con la palese malafede che dice tutto per contraddire tutto due ore dopo.
Ma ormai i nodi stanno per venire al pettine.

Tutto quanto promesso, tutto quanto sparato ai quattro venti senza ritegno (e copertura finanziaria), tutti i presunti principi di distanza dai cosiddetti poteri forti e dalla 'disonestà', tutti i programmi di difesa ambientale, tutte le presunte scelte a favore del 'popolo' (sinistra, dove sei?), tutte le schifezze vere e proprie sulla pelle di disperati che cercano solo un salvagente, ..., bene, tutto questo si sta sciogliendo come neve al sole primaverile.
Intendiamoci, e questa è la strategia diabolica che per ora regge agli occhi di chi non ha strumenti per comprendere, tutto quanto è stato promesso lo si sta facendo, ma tutto all'infinito ribasso.
Ambiente? Fatto. Cioè, no alla Tav (forse) perché fa audience, ma tutti gli altri progetti demonizzati (tap, trivelle...) passano alla grande senza fare un plissé.
Immigrati? Fatto! O meglio, grandi urla, muscoli (flaccidi con pancetta d'ordinanza) mostrati e poi alla fine sta succedendo che qualche povero disperato su qualche nave ne fa le spese e nulla più. La nefandezza era già stata partorita dal governo precedente che di fatto aveva quasi azzerato gli arrivi con l'accordo con la Libia e i suoi campi di concentramento.
Reddito di cittadinanza? Fatto, ma prima era un dinosauro di miliardi ora è un topolino per pochi non si sa chi.
Europa, ti sfonderemo? Fatto, e poi, come sempre, si torna sui propri passi senza colpo ferire.
E non parliamo di sanità, vaccini, istruzione e leccaculo alle varie lobby con promesse non mantenute che stanno scatenando risse verbali e voltafaccia.

E senza parlare delle incompetenze, delle incapacità dei singoli, del drammatico disagio di cosiddetti ministri di fronte a domande semplici e banali.

Una fiera delle banalità e delle incompetenze.
Un velo oscuro sta coprendo il mondo. Da Roma a Londra, da New York a Budapest.
È l'ignoranza al potere.
Ma ormai siamo alla frutta. Manca solo il dessert.
Un libro vi seppellirà, maledizione, eccome se vi seppellirà.
E poi rideremo.

venerdì 9 novembre 2018

Passata la festa, gabbato lu santu

Ieri, il mio compleanno, come sempre negli ultimi 61 anni.
Sono strani i compleanni, dopo una certa età.
Quest’anno, per la prima volta quasi non me ne sono accorto che arrivasse, Giuro.
La mattina, sveglio come al solito dall’alba, sono stati i miei figli a ricordarmelo con un affettuoso ‘tanti auguri’ che mi ha fatto pronunciare immediatamente, tutto di un fiato, ‘oh cazzo, è vero!’.
Il peggio è stato l’anno scorso, giornata difficile da digerire, complicata, con strascichi per molto tempo.
Ma poi tutto si riallinea, tutto diventa routine, tutto rientra nel letto del fiume della vita. E si va avanti, come sempre.
Ieri sono successe cose diverse, insolite, talvolta inaspettate.
Forse la mia ‘nuova’ vita, lontana dalle dinamiche aziendali degli ultimi trent’anni, desta curiosità,  forse l’essermi liberato di cose e persone - che dividevano immagino - ha aiutato cose e persone a riavvicinarsi.

Ieri, per la prima volta dopo anni, tanti conoscenti e amici, ma proprio tanti, mi hanno chiamato, mi hanno mandato messaggi per testimoniare la loro vicinanza.
È stato bello, insolito, e soprattutto insapettato.
Vuol dire che qualche segno nella vita l’ho lasciato, che qualche ricordo l’ho fatto conservare, che qualche vicinanza ancora esiste.
E poi gli amici di sempre, almeno alcuni, i parenti, i nipoti...

Un buon compleanno, insomma, uno dei più belli e dei più sereni.
Si vede che la maturità aiuta a convivere sempre meglio con se stessi e con gli altri che ti ruotano intorno.

lunedì 15 ottobre 2018

Un sondaggio ci seppellirà

C'è un sondaggio che ci racconta, o meglio ci aggiorna, sullo stato dell'arte del bel vivere.
Cioè, di cosa bisogna fare per vivere bene, in serenità, in allegria. Naturalmente secondo il campione degli intervistati, uomini e donne, di tutto il mondo, e adulti. Cultura media, status sociale medio.

1. Il 30% dice che bisogna avere, innanzitutto, la salute. È banale dirlo, ma essere pieni di soldi, circondati da Sharon Stone oppure Brad Pitt, con dodici Ferrari nel garage distribuite nelle diverse ville sontuose in giro per il mondo, con un guardaroba che farebbe invidia a tutti gli armadi delle dive di Hollywood messe insieme e caviale tutto il giorno, non bastano di fronte a qualche, invalidante, difficile e dolorosa malattia.
2. Il 6% indica i soldi, tutti, tanti e subito. Per soddisfare necessità, sogni, volontà, desideri. Questo è veramente quello che renderebbe felice questa parte del mondo. Il tutto, naturalmente, alla faccia di chi ci sta intorno.
3. Poi c'è il 24% che pensa che per essere veramente in pace con se stessi bisogna rendere felice qualcun altro. È un approccio nobile, quasi ottocentesco, cortese, che è fatto proprio non solo dai 'professionisti del buono', da chi anche per lavoro si occupa degli altri. No, una buona parte del mondo pensa che fare del bene, aiutare, sacrificarsi, è una delle vie che portano alla soddisfazione personale e a una vita piena di gratificazioni quotidiane.
4. Poi c'è un 3% che dice l'unica via a una vita splendida e senza preoccupazioni è quella di farsi gli affaracci propri, puntare al sodo, non guardare in faccia a nessuno, anzi più male fai, più nemici hai e più onore hai. Sono gli squali dell'oceano della vita, quelli che non si curano del cosiddetto prossimo, mangiano quello che incontrano e chi si è visto si è visto. Io non credo tanto a questa percentuale. Credo che sia molto più alta oggigiorno, dove bava alla bocca, desiderio di vendetta, odio verso il diverso - ma anche verso l'uguale - la fanno da padrone. Ma tant'è, dichiararsi 'cattivo' fa figo, ma per molti è difficile da rivelare.
5. Poi c'è il 4% che annuncia, senza se e senza ma, che non c'è n'è, non c'è possibilità. La vita è una cloaca fumante e nauseabonda e l'unico modo per respirare alla meno peggio è quello di mettersi una maschera, recitare una parte, non aspirare a nulla e tirare alla sera fino a quando giunge l'ora. Una visione disarmante, sconsolata, senza possibilità di riscatto che, spesso, porta, a esiti disastrosi.
6. Poi c'è il restante 33%, la massa più grossa, l'opzione scelta più di peso. È quella che dice che la felicità, la serenità e la soddisfazione di una vita è quella di avere figli, crescerli, amarli, accudirli, educarli (non troppo però...). Mostrare loro la strada, affiancarsi durante il percorso e, quando il momento deviare (dove c'è il cartello ospizio, girare a sinistra!!!) per lasciare la strada maestra tutta per loro.
Questa è la felicità, questo è il percorso per ottenere una ricca vita che significa amore, affetto, serenità, allegria (ma quanto si ride con i figli?), sogni, progetti, obiettivi, speranze...
Per poter dire, alla fine del tempo, che sì, ho vissuto, lo confesso ( mi perdoni Neruda).

Ps. È vero che siamo in un mondo balzano, ma il sondaggio l'ho inventato io, solo per condire con pochi ingredienti una piccola storia e per riaffermare la felicità della mia paternità, tra le difficoltà e la mia succulenta soddisfazione. Alla faccia dei soldi, delle ville, dell'odio e dell'invidia.
Naturalmente con un occhio vigile alla salute.

martedì 9 ottobre 2018

Mai distrarsi

- Muoviti, per favore. Siamo in ritardo.
- Ehhhhh, arrivo!!!! mi risponde la principessa dall'alto dei suoi capelli rosso impertinente.
Non cambierà mai, ne sono certo. Il giorno che si sposerà oppure quello in cui se ne andrà di casa sono sicuro avrà qualche motivo per essere sgarbata e ribelle.
- È inutile che fai la maleducata, è tardi. Sei una tiratardi, siamo a cinque minuti dalla scuola e riusciamo anche ad arrivare in ritardo. È inaccettabile.
- Dovevi svegliarmi prima, dovevi fare tu più in fretta, dovevi nascere prima, dovevi far girare la terra più lentamente, dovevi...
- Infilati in ascensore e falla finita. Se facciamo rapidi arriviamo in tempo.

Saliamo in ascensore, schiaccio la T di terra, le porte si chiudono.
E cosa si fa in ascensore nell'attesa di arrivare al piano prenotato? Ci si gira verso le specchio e, a piacere, si sceglie tra:
1. Sistemarsi la pettinatura, dando gli ultimi ritocchi (donne e uomini)
2. Controllare che la barba sia fatta correttamente, con sguardo particolare a sotto il mento, la parte più complessa (solo uomini)
3. Verificare la mise che è stata scelta rapidamente ancora sotto l'effetto del sonno notturno (più le donne ma anche gli uomini)
4. Tastare con attenzione fobica le tasche dei pantaloni - davanti e dietro - per verificare che non si sia dimenticato nulla, cosa che avviene invece sempre (solo uomini)
5. Ravanare nella borsetta con fare fobico alla ricerca del cellulare che quasi regolarmente viene trovato perché le donne sono più ordinate (donne), solo più ansiose
6. Scappare da falene, zanzare e volatili di ogni genere che si sono rintanati nell'ascensore durante la notte (mia figlia, sempre)

Bene, questa volta, la giovane principessa erede sceglie di guardarsi allo specchio, fissandosi negli occhi come volesse sfidarsi. E invece atterra me.
- Ma secondo te, la mamma ha una doppia vita?
La loro madre era in trasferta romana per un paio di giorni.
Io deflagro in una risata mal contenuta.
- Ma cosa ti viene in mente? rispondo con maturata diplomazia. - Tua madre lavora, è una persona importante ormai e quindi spesso è in giro per il mondo. Non necessariamente chi viaggia e manca da casa spesso deve avere qualche segreto da conservare. Non ti pare?
Lei scoppia a ridere, forse di se stessa, forse della situazione, forse della vita intera.
- E comunque, se la mamma ha una doppia vita... che dobbiamo farci? L'importante è che comunque alla fine, torni da voi, no?
Mi è saltata alla mente una frase, per la seconda volta in questo periodo, di Coco Chanel.
E cioè: "Non mi pento di nulla nella mia vita, eccetto di quello che non ho fatto".
Però a lei non l'ho detto.


venerdì 28 settembre 2018

Quelli che...

Improvvisamente sei in mezzo a volti che conosci, visi che ti hanno circondato per anni, per un lungo percorso della tua vita.
Tanti visi, tanti volti, tante persone.
C'è quello che ha eternamente le sopracciglia sollevate, in segno di eterno disgusto e superiorità, ma in fondo anche lui è un venditore di fumo.
C'è quella che ride a toni alti sempre e non si accorge comunque che il tempo passa, maledizione, e che non puoi fermarlo anche se ti camuffi con mise da ventenne, consentendo a tutti, come se ci fosse stata una sorta di autorizzazione ufficiale, a darsi di gomito e a sogghignare.
C'è quella che, anche se sono anni che non la vedi, ricomincia lo stesso discorso da quando vi siete lasciati l'ultima volta, senza esitazione.
C'è quella, vipera, che si guarda in giro e critica tutto e tutti, non con ironia, ma con rassegnato astio.
C'è quell'altra, madonna santa, che beata lei, è sempre uguale a se stessa, che non cambia mai, che non fa un plissé, e che in fondo vive felice alla faccia di tutti.
Poi c'è quello fuori del tempo e sempre sul pezzo, che però la vita lo ha aiutato a vedere la realtà per quella che è e che quindi, in fondo e nonostante tutto, vive meglio.
Poi c'è quella che ha gli occhi furbi, mani lunghe e affusolate, affascinante come sempre, ormai lontana anni luce da tutto questo e sempre alla rincorsa di qualcosa di più.
Poi c'è quello che fa lo splendido, sempre e comunque, arriva dopo e va via prima, così da prendersi qualche applauso.
E poi ci sono io, sempre alle prese con i suoi demoni del passato, alle prese del sempre più precario presente e dal ignoto futuro, che da lontano, guarda tutti e pensa che il mondo, in fondo, è un bello spettacolo a cui assistere, cercando di recitare la propria parte nel migliore dei modi.

Maledizione

I problemi di salute di Bianca permangono, a volte si accentuano - con evidente problemi di relazione - altre volte invece si attenuano, riv...