martedì 27 giugno 2017

La porta (e l'olio)

Olio, tanto olio. In quelle pompette un po' vintage che ancora circolano oggi. In genere di colore rosso.
Un pezzo di carta, un po' grande, per non sporcare per terra.

Si fanno delle prove prima. Con cura.
La porta non si apre da quasi trent'anni, quindi può succedere di tutto.
Prima delicatamente si abbassa la maniglia, poi con maggiore decisione si tira.
La resistenza è forte, il cigolio generato assordante.
Allora si puntano i piedi e si raccolgono tutti i muscoli delle spalle fino a ingobbirsi.
Niente da fare. La porta si è sì aperta di poco, ma con uno sforzo immane, pressoché inutile.

A quel punto viene buono l'olio.
Per chiarezza stiamo parlando di olio industriale, non di extravergine d'oliva.
L'ho preso, ho allungato la carta sotto la porta per eventuali perdite e ho cominciato con cura a inondare i cardini.
Muovi di qui, sposta di là, aggiungi l'olio lì, spinge un po' di qua, alla fine la porta ha cominciato a cedere.
Ancora un po' d'olio...

La porta si è finalmente aperta, senza alcun rumore.
Prima di spalancarla ho sbirciato la fuori per vedere cosa c'era.
Un sole accecante mi ha riempito gli occhi fino ad accecarmi.
L'ho richiusa per istinto.
Poi mi sono detto:
- Ehi, ma sei scemo? Apri quella porta, dopo tutta la fatica che hai fatto per scardinarla! Veloce!

E allora ho aperto. L'interno si è illuminato completamente, così come il mio corpo.
Riparandomi gli occhi con una mano ho messo un piedi fuori.
Sole forte ma non fastidioso, con una dolce brezza montana che si infilava delicatamente tra i miei capelli.
Sono uscito completamente. Un profumo mi ha riempito le narici.
Mi sono voltato, per un attimo.
Ho preso in mano la maniglia e mi sono chiuso la porta alle spalle.
Sono fuori.


mercoledì 14 giugno 2017

Dal letame nascono i fior

Ieri sera mi sono visto, complice la solitudine, per l'ennesima volta 'Un'ottima annata', film di Ridley Scott con protagonista Russell Crowe e quella meraviglia vivente di Marion Cotillard.
Ma soprattutto con i flashback di Albert Finney, tanto per ricordare agli attoruculi di oggi come si emoziona, come si fa ridere, come si recita.
In una di queste incursioni, dopo una partita di tennis vincente contro il nipote furibondo per la sconfitta, Finney dice:
Un uomo dovrebbe saper riconoscere le sue sconfitte garbatamente, così come festeggia le sue vittorie. Un uomo non impara niente quando vince, perdere invece può condurre a grande saggezza.
È inevitabile perdere di tanto in tanto, il trucco è che non diventi un'abitudine.

Ecco. Sconfitto sì, ma non abbattuto, manco per il cavolo.
Perché "dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior".
Via verso nuove vittorie.

martedì 6 giugno 2017

Libero come i fringuelli

Settimana vera e propria di vacanza.
Libero dai figli - in vacanza con la babysitter - mi ritrovo nella città tentacolare solo come un orso polare.
Allora, subito con un programma che farebbe arrossire anche il migliore dei latin lovers de noantri.

Lunedì
Siccome i parrucchieri sono chiusi non posso andare a tagliarmi i capelli. Quindi sotto con altre incombenze. La sera sarò al solito bar (ma quando mai...) che frequento e mi ritroverò con gli amici per una partita di bigliardo, una bevuta di amaro Montenegro e soprattutto - non ne vedo l'ora - una discussione sul calcio, sulle formazioni, sul toto-allenatori e su chi ha ragione e su chi ha torto su qualsiasi argomento. Mortale.

Martedì
Riaperti i parrucchieri finalmente potrò andare dalla sciura Adalgisa, la parrucchiera madre di tutti, per farmi fare uno shampoo, un massaggio alla cute che tanrto mi piace, e soprattutto per spettegolare su tutto e su tutti alla faccia del politically correct. Tremendo.

Mercoledì
Già tutto preparato. La cena arriva verso le 20,00 da qualche servizio di consegna che via internet ti permette di avere tutto, all'ora che vuoi, perché 'noi siamo avanti', ma molto. Poco prima dell'ora fissata arriva Grace Kelly (che mi perdoni...), vestita come in 'Caccia al ladro' la sera che seduce in albergo Cary Grant.
Si mangia qualcosa veloce e poi via alle danze. Seducente.

Giovedì
Visto che non sono più una ragazzino giornata di relax e recupero delle forze. Sauna, piscina, docce relative, aperitivo in piazza con qualche amico...niente di impegnativo. Rilassante.

Venerdì
Si avvicina il weekend. Ed è l'ultima sera di libertà non troppo vigilata. Bisogna sparare le ultime cartucce. Già tutto programmato. Svetlana (Ucraina), Galina (Russia), Ulla (Finlandia) e Concettina (Palermo) sono già preallertate. Saranno da me a partire dalle 18,00 per una serata a base di attenzioni, carezze e dolcezze culinarie (cucina Concettina, don't worry...) fino a riempire la notte di sogni e ginnastica dedicata. Stancante, ma molto.

Poi mi sono svegliato.
Passerò la settimana tra lavoro, letture  e meravigliose scritture, in dolce solitudine.
Meglio di così...

giovedì 1 giugno 2017

Vaccini vaccinati

Ieri ho fatto vaccinare Andrea. Aveva da tempo fissato i richiami di alcune delle vaccinazioni che ora sono obbligatorie
Poi seguirà Bianca.

Questo povero paese, orfano di idee e di ideologie, orfano di progetti e soprattutto di sogni, si sta sempre di più avvitando su se stesso.
Siamo ormai al paradosso e se non ci fosse di mezzo la salute dei più indifesi e fragili - parlo dei bambini, - sarebbe tutto ridicolo.
Ora ci ritroviamo bambini che muoiono per le malattie più banali - il numero di morti per morbillo è cresciuto in modo esponenziale -,; ci ritroviamo a leggere notizie di ragazzini che muoiono (muoiono!!!) per un'otite curata con l'acqua fresca con un po' di zucchero; ci ritroviamo con dei pazzi stralunati che ci dicono che con la forza della mente si possono guarire i tumori, le malattie più gravi; ci ritroviamo a dover fronteggiare frange di inutili esseri che non sanno nulla di scienza, di biologia, di medicina e quant'altro altro ma che pontificano in modo arrogante con dottori e luminari che hanno fatto della loro vita terreno di ricerca e di approfondimenti.

Io mi chiedo come mai siamo arrivati a un punto così basso, dal punto di vista sociale e da quello culturale e della convivenza civile.
Io mi chiedo perché il mio voto deve valere quanto quello di questa gente.

lunedì 29 maggio 2017

Correggere la rotta

Ciao Andrea,
che dire?
Sei una furia di dio, sei una miccia eternamente accesa pronta a esplodere, sei un urlatore di professione, sei scostante, antipatico e insopportabilmente adolescente.
Appunto, che dire?
Credo che tu debba porti delle domande, senza snaturare il cluster di crescita che stai vivendo.
Nessuno ti chiede di essere né adulto né un bambino, nessuno ti chiede di essere consapevole della tua vita, nessuno ti impone di voltarti e metterti a vivere una vita che non è la tua.
Ti si chiede solamente:

- un po' di educazione
- un po' di collaborazione
- un po' di disponibilità
- un po' di responsabilità
- un po' di intelligenza
- un po' di gentilezza
- e un po' di piantarla lì di rompere le balle!

Nelle giornate che viviamo insieme non corrono dieci minuti in cui ti lamenti per qualcosa, attacchi qualcuno (preferibilmente tua madre), ti incazzi con qualcun'altro, ti imbestialisci con tua sorella...
E io non passo giornata che vivo con te nel cercare di spegnere questo tritolo perenne, cercando di farti capire che va bene essere se stessi, che va bene tenere ferma la propria posizione, che va bene essere consapevole della propria intelligenza, che il rapporto con gli altri è fatto di spigoli smussati, di tanto grigio e poco bianco e nero, che è fatto di ascolto, che è fatto di attenzione verso gli altri.

Ecco, io vorrei che il tempo che passiamo insieme sia fatto di tutte queste cose, che sia colmo di rispetto e che consenta soprattutto alle mio povere orecchie di conservare il più a lungo possibile l'udito, che per fortuna ancora conservo più o meno integro nonostante l'età.

Mi annoia sentirti urlare in continuazione, mi annoia dover rintuzzare o mediare in continuazione, mi annoia non divertirmi con te.

Pensaci un po', per favore.
Poi ne riparliamo.
Bacio
Papi

martedì 23 maggio 2017

Ho fatto un sogno

Ho fatto un sogno, tanto strano tanto pieno d'ansia.
Non era terrificante, ma solo pieno di tensione.
Diviso in due parti, realmente e narrativamente contrapposte.

All'inizio mi sono ritrovato non in una selva oscura ma solamente nel mio mondo, almeno mi pareva.
Mi aggiravo triste, solo, inutile - almeno queste le emozioni che mi pare di ricordare, pieno solo della mia ansia di vivere. Io che sono tutto tranne che un ansioso.
Era una sensazione orribile, mi sentivo perso, abbandonato. C'era addirittura qualcuno che mi accusava di tutto, di freddezza, di non ridere mai, di provare sofferenza per nulla, di non rispettare il prossimo. Quasi fosse un processo.
Ricordo solo che stavo per accasciarmi, letteralmente, sul terreno, su un campo privo d'erba, nel fango, nella melma.
Ricordo, almeno credo, anche che lacrime di disperazione cercavano di raggiungere gli occhi in modo insolente. E io che cercavo in tutti i modi di respingerle, vergognandomi di mostrarmi debole, o peggio, sconfitto.

Poi, come se fossimo in un film, mi pare, si è alzato il vento, freddo e insistente, che in quel campo desolato riusciva a sollevare un polverone d'inferno, quasi fino a non riuscire più a vedere.
Io ho alzato la testa, mi sono sfregato gli occhi, cercando di capire cosa diavolo stesse succedendo.

Ed ecco la seconda parte.
Improvvisamente mi sono ritrovato in montagna, in un luogo ben conosciuto, circondato pini secolari, vicino a un lago, con le montagne più alte innevate. Un paradiso, un luogo idilliaco, pieno di pace, di serenità.
Mi sono alzato, ho cominciato a guardarmi intorno, con il timore che i miei accusatori mi avessero seguito fino a lì.
Ma non c'era nessuno, solo qualche bambino in lontananza che si divertiva a gettare sassi nell'acqua.
Ho avvertito, improvvisamente, una forza fisica spirituale formidabile, immensa, quasi incontrollata.
Mi sono sentito un altro uomo.
Mi sono alzato in piedi. Una lieve brezza di accarezzava i capelli, facendomi socchiudere per istinto gli occhi. Il sole scaldava senza disturbare, l'aria era pulita, quasi palpabile, perfino gustosa.
Una sottile musica si era alzata, in sottofondo, suonata da chissà chi, in lontananza.
Era una canzone, ben conosciuta, cantata da un gruppo altrettanto molto, ma molto famoso.
Allora ho cominciato a sorridere, ad annuire, perché finalmente cominciavo a comprendere che tutto ormai si stava risolvendo.
Bastava volerlo, nel sogno. Basta volerlo, nella realtà.
E basta ascoltarsi.

Il sogno più bello della mia vita.
Un sogno che sigla una sorta di rinascita.
Un sogno che diventa realtà.

Per chi ha voglia qui la canzone del gruppo molto, ma molto famoso.
Sentite le parole. E usatele per quello che volete. Amicizia, business, amore perduto...
Non vi fermerà più nessuno.


lunedì 22 maggio 2017

I gattini...

Perché è chiaro che sono morte le ideologie, che non ci sono più i parametri di convivenza di soli cinque anni fa, che la cultura è sempre più merce rara, che il congiuntivo ormai lo si trova solo nelle aree protette nelle stesse zone dove vivono i panda, che mangiare con coltello e forchetta in modo normale ed educato ormai è una rarità come vedere un film decente, che i social hanno aperto le il canale di comunicazione proprio a tutti, però ci sono limiti al peggio.

Parlo del partito, cosiddetto, degli animalisti, o forse meglio degli animali da elezioni.
Vedersi una mattina davanti la faccia del signore di oltre ottant'anni - dalle ben note nefaste esperienze politiche - annunciare la nascita di questa nuova forma politica che dovrebbe, se capisco bene, prendere le difese degli animali, quali non si sa, è stato un duro colpo.
Forse per difendere le cavie per la vivisezione, forse gli animali d'allevamento, forse quelli maltrattati in casa da padroni fuori di testa, forse quelli abbandonati, forse gli agnellini in occasione della Pasqua o i maiali in occasione della fine dell'anno a Cuba oppure i tacchini nel giorno del ringraziamento americano.
Boh.

Io ho solo due considerazioni da fare, velenose come poche e che lasciano poche speranze.
Una è che questa è una chiara e poco camuffata manovra elettorale per raccattare qualche voto in più visto che ormai la destra arranca con grande fatica. E l'uomo in questione è un abile manovratore e inventore di azioni di disturbo. Insomma marketing.
L'altra è che inventarsi iniziative politiche del genere non ha alcun futuro, non ha strategia, non serve. La storia ne è testimone.

Punto e fine.
E non so perché mi sono messo a scrivere su una cosa così inutile e probabilmente finta come i tacchi di chi si sente troppo basso e vuole raggiungere altezze impossibili (e non parlo di altezza fisica...).

La porta (e l'olio)

Olio, tanto olio. In quelle pompette un po' vintage che ancora circolano oggi. In genere di colore rosso. Un pezzo di carta, un po'...