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Un saluto a tutti i noiosi del mondo

Passeggiando per strada, mi ferma con un braccio e mi dice a brutto muso: - Bisogna saper guardare oltre. Io la guardo, un po' perplesso ma sinceramente curioso. - Oltre? - Sì, oltre. Cos'è che non capisci?, rimbrotta la mia interlocutrice. - Oltre cortina? Oltre la siepe? Oltre il buio? Oltre la vita? Oltre se stessi? Oltre te? domando irritato. - Oltre il presente, asino. Io la guardo, pensieroso. Vero, penso, molto vero. Bisogna avere la capacità di uscire dal proprio guscio, avere la forza di vedersi da fuori, la voglia di voltare la testa verso nuovi orizzonti. È durissima.  O meglio, a vent'anni è obbligatorio, a trenta ti viene naturale, a quaranta è già una scelta più complessa...  Ma a sessanta avere la capacità di rivoltarsi come una calzino non è da tutti, anche se la strada davanti a me è sempre più stretta. È quello che sto facendo e mi sento da dio, anche se mi tremano le mani. Alla faccia di tutti.
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Preadolescenti vs postadulti

Caro Andrea,
cazzo!!!
Continua la tua lotta strenua, furibonda, maleducata, convulsa, sconsiderata, sbracata e insensata contro tua madre.
Volevo fare con te due considerazioni.
La prima di base, di sussistenza, poco strategica e molto tattica.
Io ho parecchi anni più di tua madre e quindi, scusa il francesismo, crepo prima.
Quindi, caro Andrea, farei un po' di attenzione e cercherei, nel limite del possibile, di tenertela buona, anzi buonissima. È molto probabile che dovrai passare molto tempo con lei, senza la mia insostituibile e luminescente presenza.
Quindi fatti due conti in tasca e datti da fare.
Seconda questione, un po' più sostanziale.
È chiaro che la situazione oggi è un po' liquida, come si definisce oggi per non dire praticamente nulla, e che capisco che il periodo di crescita che stai vivendo sulla tua pelle è uno dei più complicati.
Però è anche vero che, come diceva il Che, si può fare la rivoluzione, la più dura possibile, però 'senza perdere la tenere…

Tutto passa

Quando sto per andare fuori giri
Quando sento che il cervello comincia a girare al contrario
Quando il cuore comincia a non farcela più
Quando non riesci più a trattenere la sabbia e inizia a passare inesorabilmente tra le dita
Quando non riesci più a trattenere le lacrime...

Ecco, in quei momenti lì io ascolto All thing must pass di George Harrison.
La dolcezza delle parole, l'onirica musica, la soave voce dell'ex beatle, la dolente chitarra che interrompe le parole, mi aiutano a raggiungere la serenità, a resettare tutto, a ritrovare l'equilibrio.

La posto qui (e forse l'ho già fatto in passato, ma tant'è...), forse può tornare utile a qualcun'altro.





Gusci vuoti e gradini profondi

“Sono un guscio vuoto, senza alcun interesse. Come farò a essere felice?”Se qualcuno pensa che sia un frase riportata dallo Zibaldone di Leopardi oppure una riga da I dolori del giovane Werther di Goethe, si sbaglia, e anche alla grande.Non è neanche una di quelle frasi che piacciono tanto oggi, riportate nei social, sui muri, sui quaderni adolescenziali di adulti mai cresciuti. Basta aprire Facebook per farsene un’indigeribile scorpacciata.No, è una semplice e fredda frase pronunciata da mio figlio, in crisi pre-adolescenziale, forse già adolescenziale, chissà.
Prima l’aveva sussurrata a sua madre, giorni dopo l’ha ripetuta a me.
- Papà, sono in crisi, ma forte.- Cioè? gli domando io in modo ingenuo.- Non ho interessi, non mi piace più nulla, non sono felice. Cosa vuol dire?Io sono sempre impreparato alle uscite di mio figlio maggiore.Ha la capacità di mettere in discussione tutto e tutti in poche parole. Non lascia mai spazio alle zone grigie, non permette analisi, ti inchioda sempre…

Presto che è tardi!

In questo blog, o presunto tale, c'è una falsità di fondo.Attenzione, non un errore, non una dimenticanza, non una semplice leggerezza.Una vera e propria scientifica e consapevole falsità.La troviamo nel nome stesso.
Quando ho avviato questo spazio - più che altro per raccogliere qualche nota prima di tutto sui miei figli, e poi per riversare pensieri, note, cianfrusaglie pseudo-intellettuali so ogni cosa o evento che richiedeva, almeno per me, una meditazione un po’ più profonda, tale da generare righe e parole in libertà - il mio pensiero era unico solo. Non è mai troppo tardi per fare figli, per buttarsi nella più meravigliosa avventura che l’uomo può intraprendere nella sua inutile vita.Avevo 47 anni quando ho avuto Andrea, e quasi 50 quando è arrivata Bianca.Per quello dicevo, in fondo, che non era mai troppo tardi.
Bene. Ma l’affermazione è volutamente non veritiera, se si allarga alla vita tutta.A volte è troppo tardi, a volte si arriva con l’affanno a prendere decisioni che …

Arrangiatevi!

Perdere.
Perdersi.
Perdonare.
Perdonarsi.

Queste sono cose che non sono in grado di fare.
Dimenticare sì, perdonare no.
Assentarmi sì, perdermi no.
Demolirmi sì, perdonarmi no.

È difficile accettarsi per quello che si è.
È difficile soprattutto perché non sempre ci si conosce - anche questo recentemente mi è stato rinfacciato in qualche scontro sul ring della vita -, abbiamo un'immagine di noi stessi sicuramente edulcorata.
Non vedendoci come siamo veramente è difficile capire dove intervenire per migliorarci.
Forse è questo il mestiere degli strizzacervelli.
Farti vedere come sei e suggerirti un percorso per migliorare o perlomeno per accettarti.
Oppure, l'alternativa, è lasciarti cullare dai tuoi difetti che, non conoscendoti, non li sai e quindi li puoi evitare benissimo.
I propri difetti, in fondo, sono solo problemi per gli altri.
Che si arrangino!


Boh, non è proprio vero però...

Leggo questo intervento di Galimberti, persona pacata, preparata e stimata.
Quindi non il solito avventato 'esperto' con la bava alla bocca.

Io però non sono tanto d'accordo con quello che dice, questa volta.
Non sono tanto d'accordo e in più aggiungo che tutto quanto viene riportato in questo articolo è anche un po' banale e scontato.
È vero che oggi la tendenza della società tutta è quella di semplificare, facilitare, rendere breve.
Libri sottili, post brevi, letture assenti, articoli di giornali fatti quasi di soli titoli, analisi e approfondimenti ormai relegati in angoli bui dei giornali o di alcuni libri.
Quindi anche la scuola si adegua.
Non tutti i professori sono all'altezza - ma anche alcuni miei insegnanti erano imbarazzanti per provata ignoranza, e sicuramente anche prima era così - e i genitori oggi sono più presenti nelle carriere scolastiche. E alcuni debordano, sono ancora più ignoranti dei propri figli, non sono adeguati.
Ma lo è sempre stato.