martedì 23 maggio 2017

Ho fatto un sogno

Ho fatto un sogno, tanto strano tanto pieno d'ansia.
Non era terrificante, ma solo pieno di tensione.
Diviso in due parti, realmente e narrativamente contrapposte.

All'inizio mi sono ritrovato non in una selva oscura ma solamente nel mio mondo, almeno mi pareva.
Mi aggiravo triste, solo, inutile - almeno queste le emozioni che mi pare di ricordare, pieno solo della mia ansia di vivere. Io che sono tutto tranne che un ansioso.
Era una sensazione orribile, mi sentivo perso, abbandonato. C'era addirittura qualcuno che mi accusava di tutto, di freddezza, di non ridere mai, di provare sofferenza per nulla, di non rispettare il prossimo. Quasi fosse un processo.
Ricordo solo che stavo per accasciarmi, letteralmente, sul terreno, su un campo privo d'erba, nel fango, nella melma.
Ricordo, almeno credo, anche che lacrime di disperazione cercavano di raggiungere gli occhi in modo insolente. E io che cercavo in tutti i modi di respingerle, vergognandomi di mostrarmi debole, o peggio, sconfitto.

Poi, come se fossimo in un film, mi pare, si è alzato il vento, freddo e insistente, che in quel campo desolato riusciva a sollevare un polverone d'inferno, quasi fino a non riuscire più a vedere.
Io ho alzato la testa, mi sono sfregato gli occhi, cercando di capire cosa diavolo stesse succedendo.

Ed ecco la seconda parte.
Improvvisamente mi sono ritrovato in montagna, in un luogo ben conosciuto, circondato pini secolari, vicino a un lago, con le montagne più alte innevate. Un paradiso, un luogo idilliaco, pieno di pace, di serenità.
Mi sono alzato, ho cominciato a guardarmi intorno, con il timore che i miei accusatori mi avessero seguito fino a lì.
Ma non c'era nessuno, solo qualche bambino in lontananza che si divertiva a gettare sassi nell'acqua.
Ho avvertito, improvvisamente, una forza fisica spirituale formidabile, immensa, quasi incontrollata.
Mi sono sentito un altro uomo.
Mi sono alzato in piedi. Una lieve brezza di accarezzava i capelli, facendomi socchiudere per istinto gli occhi. Il sole scaldava senza disturbare, l'aria era pulita, quasi palpabile, perfino gustosa.
Una sottile musica si era alzata, in sottofondo, suonata da chissà chi, in lontananza.
Era una canzone, ben conosciuta, cantata da un gruppo altrettanto molto, ma molto famoso.
Allora ho cominciato a sorridere, ad annuire, perché finalmente cominciavo a comprendere che tutto ormai si stava risolvendo.
Bastava volerlo, nel sogno. Basta volerlo, nella realtà.
E basta ascoltarsi.

Il sogno più bello della mia vita.
Un sogno che sigla una sorta di rinascita.
Un sogno che diventa realtà.

Per chi ha voglia qui la canzone del gruppo molto, ma molto famoso.
Sentite le parole. E usatele per quello che volete. Amicizia, business, amore perduto...
Non vi fermerà più nessuno.


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