mercoledì 2 novembre 2016

Gentilezza

Al mercoledì accompagno come ogni giorno Andrea a scuola.
È una bella scuola, recentemente ristrutturata, efficiente.
Per la mia conoscenza, e per le premesse nefaste sulla scuola media, Andrea è stato molto fortunato.
Ha professori validi, appassionati, presenti e sempre impegnati nel rendere la formazione dei giovani virgulti al passo con i programmi e soprattutto al passo con i tempi.
In particolare il professore di italiano è un formidabile punto di riferimento, è un faro nella notte e una persona estremamente preparata e sensibile.
Sono molto contento, anche perché Bianca, alla fine della sua fatica primaria, verrà iscritta - a meno che non intervengano variazioni forti che si stanno sempre di più profilando - proprio in questa scuola e al 99% cadrà nella stessa sezione e quindi con gli stessi professori.
Ma questa è solo una premessa a quanto accaduto oggi.

Ogni mattina devo attraversare una strada che è delimitata, per i pedoni, da quelle sorte di tornelli fissi che guidano il pedone. I tornelli impediscono di fatto di passare uno alla volta.
Stamattina sto per attraversare con Andrea al seguito e dall'altra parte arriva una persona anziana, molto anziana, o forse neppure troppo ma sicuramente con una forte difficoltà motoria.
Aveva un sacchetto in mano, pieno forse di una recente spesa al vicino supermercato.
Io lo vedo che si avvicina e quindi mi fermo perché passi per primo, anche perché lui è proprio in mezzo alla strada, pressato da autisti già innervositi da quell'attesa inaspettata. Fermo anche Andrea, che come sempre cammina senza vedere nulla di quanto gli succede intorno.
- Prego, gli dico, sorridendogli, invitandolo a passare per primo.
Lui mi guarda e alza una mano in segno di gratitudine.
Mi sfila davanti, ma a un certo punto si ferma e mi guarda.
- Grazie, ripete. E continua: - È cosa rara ricevere una gentilezza oggi.
È un uomo dai 70anni in sù, dall'accento del centro Italia, sicuramente istruito e con buona capacità di linguaggio.
Rinnovo il mio sorriso, tanto raro, a quanto mi dicono.
- Oggi la vita mi ha mandato un angelo custode a proteggermi. Non è cosa di tutti i giorni. Per questo la ringrazio e le auguro buona giornata.
Mi allunga una mano in segno di saluto.
Io ricambio il saluto, una stretta decisa la sua, piena di vita, a dispetto dall'apparenza.
Si gira e se ne va.
Io rimango un po' lì, molto sorpreso e imbambolato.
E mi ritrovo a pensare che basta poco per essere aperti al mondo, essere gentili con il prossimo, soprattutto se non è nel pieno delle sue forze e dei suoi anni. E ricevere subito un 'premio'.
- Papà, vieni? mi risveglia Andrea che nel frattempo mi aveva superato e aspettava dall'altra parte della strada sempre più innervosito.
Lo raggiungo e mi ritrovo a sorridere tra me e me, concludendo che nonostante il ponte crollato tragicamente che mi ha impedito di passare qualche giorno in montagna con i miei figli, nonostante l'influenza carogna che mi ha tenuto a letto per tre giorni su quattro, la settimana è iniziata nel migliore dei modi e che il mondo è splendido e ricco di meravigliose sorprese.
Basta poco, anzi pochissimo.
Il resto sono solo chiacchiere al vento. Inutili.



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