lunedì 5 settembre 2016

Buonanotte

Sì, in genere si dice quando si va a letto.
L'altra sera, di ritorno da un sabato ai confini della realtà per clima e per una tristezza dura da sopportare, finalmente a casa, tardo pomeriggio.
Cena rapida e frugale, un film da vedere tutti insieme (Sopravvissuto, di Ridley Scott, bellissimo), un po' di manfrina tra qualche scambio di tennis (o meglio di randellate) da New York e un documentario sull'Alaska, finalmente viene il momento in cui inizia la diaspora verso i rispettivi letti.
Io volevo rimanere alzato per scrivere un po' nonostante le difficoltà di questo periodo.
Andrea mi schiocca un bacio sulla guancia accompagnato da un 'ti voglio bene' che parla solo.
La Rossa invece si avvicina, mi abbraccia da dietro e mi lancia a tradimento:
- Buonanotte vecchia carcassa arrugginita.
Io ci rido sopra, torno al tavolo per ributtarmi sul computer e tra le mie fatiche letterarie.
Scrivo una riga, ne comincio un'altra e improvvisamente mi rendo conto di quanto tempo è passato, di quanti capelli grigi ormai riempiono la mia folta (quella c'è ancora) capigliatura, di quante ferite e di quante fatiche. E di non avere stampelle.
Ho rivisto davanti a me, in pochi secondi, la mia vita, come se fossi in uno stato di trance, proprio come la raccontano quelli che hanno avvicinato la morte ma che sono riusciti per miracolo a tornare indietro.
Ho sentito tutta la fatica, tutto il peso, tutta la seduzione per cedere e a lasciarsi andare.
Brutta cosa, bruttissima, mai vissuta.
Mi sono alzato, ho messo la testa sotto l'acqua fredda del rubinetto, quasi dovessi smaltire in pochi attimi una sbronza corposa e violenta.
È servito a poco. E ho cercato di dormirci sopra, con scarsissimo successo.
Il giorno dopo, la domenica, imponeva decoro e presenza per impegni sociali non rinviabili.
Uno straccio.
E infatti mia figlia, impietosa, si avvicina e mi sussurra, durissima, 'hai delle occhiaie che fanno paura, nere, profonde'.

Difficile, molto difficile, convivere con il tempo che passa, in solitudine con se stessi.

Nessun commento:

Posta un commento

La porta (e l'olio)

Olio, tanto olio. In quelle pompette un po' vintage che ancora circolano oggi. In genere di colore rosso. Un pezzo di carta, un po'...