lunedì 25 luglio 2016

Senza figli, per un po'...sempre troppo

Dopo quattro giorni di febbre altissima (a luglio, si può?), si portano in montagna i ragazzi dove rimarranno con la babysitter per una settimana.
Subito si scatenano i programmi in loro assenza.
- Andiamo alla mostra, alla presentazione di quel libro, andiamo fuori a cena, andiamo a passeggiare sui Navigli, sulla nuova Darsena, all'Isola, in centro, a zonzo..., andiamo ospiti di qualcuno, ospitiamo qualcun'altro, andiamo al cinema, in palestra, in piscina..., come se avessimo tre mesi davanti, di piena e totale libertà.

Il weekend finisce. I ragazzi rimangono in montagna anche con l'auto, in modo che si possano muovere senza problemi.
Noi torniamo con il treno.
Ma prima del treno serve l'autobus che porti giù a Sondrio.
Arriva l'autobus, saluti e abbracci alla fermata, io salgo per primo e all'autista che fa anche da bigliettaio gli dico:
- Quattro biglietti per favore.
Mia moglie dietro, senza ancora odore di alzheimer, mi corregge con un "i bambini no!".
- Ah giusto, replico io, e rivolgendomi al signore mi correggo:
- Due adulti, e i due bambini non so se pagano.
Lui guarda dietro di me e di bambini non ne vede, mentre nello stesso momento sento la moglie che sbuffando cerca di risvegliarmi annunciandomi, con determinazione, che i bambini rimangono qui in montagna, motivo per il quale non abbiamo l'auto ma scendiamo con i mezzi pubblici.
Il bigliettaio/autista mi guarda con una certa ironia tipica montana, io ricambio lo sguardo con meno spavalderia e al suo "Allora, quanti biglietti?", replico con un "parli con mia moglie" e sfilo via veloce e mi siedo, realizzando in quel momento che starò senza i miei figli per una settimana.
Sono talmente spaesato che dimentico di salutare i ragazzi dal finestrino, come si dovrebbe fare in questi casi.
Mia moglie si siede di fianco e appena il mostro guadagna i suoi primi metri scoppia a ridere in modo irriverente.
- Non voglio commentare, non ho nulla da dire, neanche di fronte al mio avvocato, affermo deciso con uno sguardo fisso all'orizzonte alla ricerca del sole del socialismo.
- Non riesci proprio a fartene una ragione di staccarti dai tuoi figli, vero? mi domanda.
Ecco, proprio così non me ne faccio proprio una ragione.
Arriverà venerdì...
 

Nessun commento:

Posta un commento

Teatro di prosa

È che la vita è un palcoscenico - anche se la visione è un po' banale e trita - in cui si susseguono scene senza che nessuno abbia scrit...