lunedì 20 giugno 2016

Non spingete!

Torno all'editor, all'editore, al mio 'libro', alla voglia di mettersi sotto la lente di ingrandimento, al desiderio - per me straordinario - di mettersi in gioco, anche al costo finale di buttare tutto alle ortiche.
Dopo tutta la fatica fatta, e la gioia s'intende, per arrivare all'ultima riga di una storia articolata, con numerosi protagonisti, con molte vicende che si intrecciano e che alla fine confluiscono in un'unica conclusione, desidero con tutto il cuore che qualcuno di autorevole dica la sua e che mi conforti su quello che ho fatto oppure che dica subito la parola fine.
E qualche novità, in questi ultimi giorni, sembra arrivare.
Sembra che ci sia una persona, presentata da altri, che lavora naturalmente nel mondo editoriale, disposta a leggere le mie fatiche narrative per offrire un parere professionale.
Non vedo l'ora.
Mi sento come un bambino che ha fatto il disegno al proprio papà e che deve consegnarglielo alla sua festa. Solo che in quel caso, il risultato era assicurato, l'apprezzamento era automatico nonché sincero, anche se il disegno era un vero e proprio sgorbio.
Sarà quel che sarà. Come mi dico sempre, anche se 'l'opera' sarà stroncata su tutti i fronti, mi sarò comunque divertito e la prenderò con filosofia.
Anche se mento sapendo di mentire...

Comunque, scherzi a parte, l'aspetto positivo è aver scritto una storia, praticamente di notte - l'unico momento in cui non ho nessuno intorno - momento della giornata, la notte, che si sta rivelando, per me, prolifico sia dal punto di vista creativo sia da quello produttivo.
Chi vivrà vedrà.

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