martedì 23 settembre 2014

Libro delle mie brame

Si sa, ognuno ha i propri pallini, le proprie fisse.
Ognuno è un po' talebano per i propri interessi, fino al rischio di risultare ripetitivo e monotematico.
Ecco, sicuramente io sono un fissato dei libri, della lettura (quella buona) e della funzione 'salutistica' della lettura.
Leggere notizie come questa, un tempo mi avrebbe indignato, mi avrebbe fatto anche incazzare.
Forse il tempo dell'indignarsi sta per scadere, ma quello di arrabbiarsi in modo furente lo volevo conservare ancora per un po'.
Ma leggere questa notizia, cercando di contestualizzarla il più possibile evitando quindi facili moralismi, non mi ha indignato, non mi ha fatto arrabbiare, mi ha solo tristemente confermato quello che vedo, tutti i giorni.
Oddio, le statistiche, le persone che conosciamo, la realtà che ci circonda, ci confermano che si può vivere - anche bene - senza leggere un rigo, senza avere un libro in casa.
Ognuno traccia il proprio solco nella storia dell'umanità come meglio crede. Leggere a volte fa male alla salute, perché impone pensiero, sogno, viaggi e a volte, anche qualche contrasto con il mondo che ci circonda. E molti non riescono a governare queste rivoluzioni interne, forse anche perché non hanno gli strumenti neuronici adatti.

Oggi quello che vedi, è.
Non c'è più nulla di mascherato, adattato, velatamente misurato.
Tutto è sulla piazza.
Un tempo si erano inventati i finti libri. Scatolette con coste che riempivano gli scaffali e davano l'impressione che in quella casa qualcosa si sfogliava. Erano i grandi classici a farla da padrone, oppure le finte enciclopedie.
Oggi, sempre più spesso, entri nelle case e ti ritrovi pareti spoglie, coperti da inutili quadri o poster di ogni genere, affiancate da televisori dalle dimensioni improbabili che occupano pareti intere.
Null'altro.
Si possono fare fotografie di vite completamente dedite al rintronamento catodico (lo so no si non più...), a ore passate davanti a interminabili serie oppure partite infinite in cui tutti si rincorrono all'insegna di violenza e zero codice sportivo, e non.
Bambini sospesi tra tv e tablet e giochi di ogni genere, incapaci di infilare un congiuntivo e senza un ruolo nel mondo se non quello di clonare il loro padre.

Ho un amico tra i più cari che una volta mi ha detto.
- Io leggo solo d'estate, forse. Durante l'anno non ho tempo.
Ma leggere è una scelta, non è un riempire del tempo vuoto.
Leggere è decidere di farlo, se piace.
Se guardi la tv e non leggi fai una scelta. Così come il contrario.
Se vai a letto e ascolti musica o giochi con il telefono, fai una scelta.
Forse una scelta facile, di comodo, meno impegnativa, ma sempre una scelta è.

I dati rivelati dalla ricerca nell'articolo rivelano che la già scarsa propensione alla lettura degli italiani (in alcune zone pure drammatica) continua a ridimensionarsi e a tendere a percentuali formidabili.
Con conseguenze drammatiche per tutto il comparto che ruota intorno allo scrittori: librerie, case editrici, autori stessi...
Si sa, la crisi...

Una cosa la ricerca mi ha confermato, una volta per tutte.
Il mio sogno di una libreria, con qualche idea innovativa che mi gira in testa, e con un approccio al mercato differente, è ormai svanito e completamente seppellito.
Ormai, il librario, è un mestiere per ricchi.

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