venerdì 19 settembre 2014

Due sassi nella scarpa (sinistra)

Due cose mi frullano nel cervello.
Due cose che si sono di fatto 'concluse', dove è necessario, per la mia salute mentale, fare qualche veloce valutazione.
O meglio, esprimere il mio parere.

1. La legge sul lavoro, e in generale sul governo.
È straordinario quanto questo governo, cosiddetto di sinistra, centro sinistra, democratico e che dir si voglia, riesca a pensare - fare pochino... - le soluzioni peggiori, gli leggi ancora più spaventose, i cambiamenti più deleteri della Costituzione.
Ora siamo al saccheggio dei diritti più elementari - e lo dico da imprenditore - dei lavoratori dipendenti, che a quanto si capisce, potranno essere licenziati per in-giusta causa, senza la garanzia del reintegro del posto di lavoro perso in modo ingiusto.
Non entro nei tecnicismi che non conosco. Ma rimango basito da questa fantomatica aria da innovatori che significa solamente tornare indietro.
La tutela dei diritti è un aspetto fondamentale non solo sul posto di lavoro, ma in tutta la società civile.
Sembra che l'unico obbiettivo sia quello di toglierli, ripristinare un rapporto di natura tribale tra le parti, sviluppare solo conflittualità. Con la pretesa che in questo modo si 'liberalizzi' sia il mercato del lavoro sia la società tutta. Cioè, si possano cacciare senza problemi la gente della mia età, per far posto a giovani incapaci che costano la metà. Con però l'obbligo di andare in pensione a 65, a 67 o a 136 anni.
Siamo alle prese con un manipolo di ragazzotti senza arte né parte, senza esperienza, incapaci di nome e di fatto, un po' bellocci e un po' simpaticoni, che hanno effettuato, senza alcun investimento elettorale, un'occupazione dei centri di potere per spazzare via chi c'era prima, prendere il loro posto, e accompagnare il paese verso una società di destra (sì, si può dire, per la miseria...), mascherata da moderna, meritocratica e liberale (altro termine che mi fa venire il bubbone sul naso.

2. La chiassata scozzese.
Due palle infinite, inutili, su un paese che per fortuna è rinsavito, e ha fatto una scelta intelligente e non di pancia (piena di whisky).
Ne sono felice sia per il mantenuto equilibrio in Europa, sia per la lezione - ennesima - che si dà a quei piccoli uomini che pensano in piccolo senza capire che il mondo ormai va da un'altra parte.
E poi anche per il godere - quasi fisico - nel pensare a Borghezio e Salvini a Edimburgo in dolce attesa di risultati che non arriveranno mai.
Ora tornano a casa, come per il referendum di casa nostra sulla devoluzione, con le pive nel sacco.
Anzi, con le cornamuse, ormai sfiatate.

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