lunedì 18 agosto 2014

Post di post ferie

La famiglia è in vacanza nella magione montana.
Io mi ritrovo nella frescura cittadina alle prese con la città per nulla vuota - anche se decisamente tranquilla - che ti permette di rientrare in modo soft e quasi controllato.
Insomma, le solite cose di ogni anno.
Alle prese con la spesa che è da fare, con i soliti triti e ritriti saluti del post ferie, con la solitudine in una casa vuota, con il silenzio.
E poi le notizie sempre più ormai vicine alla fantascienza e ai film dell'horror, ma quello più spinto e che un tempo si riteneva fantastico.
Il mondo si accapiglia per professione, tutti hanno da ridire su qualcosa, e chi non ha la faccia - e le palle - per dirlo realmente, si nasconde dietro ai cosiddetti social media per insultare e sputare veleno protetti dall'anonimato.

Insomma una feccia, una schifezza, una tradizionale nausea.

I miei bambini per fortuna crescono - il mare li ha allungati ancora un po' - diventano sempre più belli e sempre più, almeno Andrea, adolescenti, con tutto quello che ne consegue.
Ormai il conflitto tra lui e sua madre è quasi violento, verbalmente costante e pure maleducato.
Io forse sono più permissivo nella vita di tutti i giorni fino al momento in cui chiudo la porta e allora non si passa più.
La mamma invece è puntuale su tutto, giustamente, e non ne fa passare neanche una, a volte esasperando.
E lui si picca.
Sbuffi, occhi al cielo, rispostacce, spalle che si alzano e si abbassano.
Non va bene, sia per lui sia per lei.
Mentre Bianca - con quei capelli sempre più lucenti e purpurei ormai sulle spalle è sempre più 'donna' - ha sempre il suo carattere perentorio e intransigente, ma sembra avanzare verso una maggiore consapevolezza di sé e una migliore capacità di stare nel mondo.

A fine settimana mi riunirò al loro e non ne vedo l'ora.


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