mercoledì 10 aprile 2013

C'mon Jack!

Odio queste cose, odio questa continua spettacolarizzazione, anche del dolore, odio questo tentativo, ormai vincente, di mettere tutto in piazza, di condividere tutto, di fare i blog (...).
Ma sarà l'influenza che non mi abbandona, sarà la la prostrazione psicologica che vivo, sarà che quando sei padre è diverso da quando non lo sei, ma questo video mi ha fatto piangere come un rimbambito per dieci minuti, continuando, con insana autoflagellazione, a rivederlo più volte.
Non sto a raccontare nulla, ormai sta girando su tutti i siti di formazione e chissà cos'altro.
Io so solo che quel piccolo in mezzo ai giganti, alle prese con al sua malattia carogna, a 7 anni, è figlio di tutti i padri del mondo, è l'amore che ogni genitore mette quotidianamente nel educare, crescere e proteggere il proprio figlio.
Ogni giorno ci si ammazza per loro, ci si distrugge per loro per avere in cambio quel sorriso di gioia profonda che solo i bimbi riescono a donarti. O quell'abbraccio stretto stretto che ormai solo loro ti danno.
Due considerazioni, forse un po' banali, ma non posso non farle.
1- Gli americani sono imbattibili! Nella loro capacità pionieristica di tradurre tutto in spettacolo, riescono però a fare cose che nessun'altro al mondo neanche pensa. Facendo, scusate la banalità, come in questo caso, del puro, semplice e disinteressato bene.
2- Avete mai visto qualche nostro palestrato, tatuato, velinato, arricchito, con la cresta, fare qualcosa di simile nei nostri stadi?
Troppo facile dirlo? Demagogia? Forse, ma intanto nessuno lo fa, mentre le scenette domenicali quelle non mancano mai.
Che brividi vederlo correre sul prato verde, con la sua palla stretta al petto...


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