lunedì 28 gennaio 2013

Un delirio al giorno

Sono stanco morto e il mondo, distratto, sembra non volersene accorgersene.
Tutti a chiedere, esigere, avanzare pretese, chiedere soldi, sfinire per il gusto assoluto di sfinire il prossimo.
Ho accumulato forse troppe ore di sonno non consumate. Ho accumulato troppo stress, troppe tensioni negli ultimi anni da poter essere recuperati con qualche buon bicchiere di vino e qualche ora di riposo lontano da tutti.
Ormai la stanchezza si mette da parte, in un angolo recondito del corpo, si impila come casse di birra in attesa che qualcuno passi a ritirarle. Ma non passa nessuno, e le casse riempiono il magazzino e tra un po' non ci entrerà più neanche uno spillo.
Basta lamentarsi, mi ritrovo a sussurrarmi all'orecchio, ma ci sono giorni in cui la capacità di reazione è più bassa e quindi tutto diventa più difficile.
Ma bisogna andare avanti, almeno dicono.
E quindi sotto con la vita di tutti i giorni, con le proprie debolezze, con le proprie ambizioni, con le proprie voglie.
Spesso si ha la sensazione di essere 'perseguitati' - lo so, parola forte, ma lo dico in senso figurato - mentre, come legge del contrappasso, si è sempre più sicuri di volere la compagnia di altre persone che non ci sono.
A volte si vuole essere aquile per raggiungere mete lontane e meravigliose, ma invece siamo solo poveri passeri alla ricerca di un verme per placare i morsi della fame.
È meglio che riposi, ormai comincio a delirare...

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