domenica 27 gennaio 2013

Per non dimenticare...

...bisogna saper trasmettere, raccontare, far comprendere alla giovani generazioni quanto è successo.
Oggi è quel giorno che l'uomo ha assegnato al ricordo, alla commemorazione. E' una giornata che è stata decisa per continuare a tenere viva la fiamma del ricordo, per fare in modo che, anno dopo anno, il l'orrore e il dolore di quegli anni non cada nell'oblio dell'ignoranza e dell'indifferenza. O peggio ancora nella revisione storica.
Soprassiedo su quanto dichiarato oggi dall'uomo più impresentabile della storia di questo paese - non ne vale la pena - ma il pericolo vero è proprio quello di dimenticare, man mano che le generazioni scompaiono per fine naturale.
Quindi il tema è come tramandare e far comprendere soprattutto ai più giovani.
E nel mio piccolo come fare a raccontare quanto è successo ai miei figli, forse ancora troppo piccoli, ma sicuramente in grado di incominciare ad ascoltare un racconto di storia.
Oggi un po' ci ho provato.
Davanti al televisore nuovo di zecca dopo il suicidio del modello ante litteram precedente passa il servizio di prammatica al telegiornale.
Passa qualche rapida scena drammatica e Andrea chiede subito:
- Ma erano cadaveri quelli?
- Oggi è il Giorno della memoria, in ricordo di quell'orrore che si è scatenato prima e durante la guerra. Quando papà e mamma non erano ancora nati. Ma c'erano i miei genitori, i nonni che non ci sono più. Vi ricordate di quello che vi ho raccontato di quello che è successo molti anni fa?
E non so perché mi sento a disagio, immediatamente inadeguato, trascinato in un imbarazzo infinito.
Loro mi guardano.
- Vi ricordate 'Bella ciao', la canzone dei partigiani che hanno lottato contro i cattivi per liberarci?
Ecco i cattivi erano questi, che tra tutto il resto hanno ucciso milioni di persone.
- Ah sì, mi dice Andrea. - E perché l'hanno fatto?
Ecco, perché?
Perché l'olocausto ha sue motivazioni politiche, espansionistiche, economiche. Ok.
Ma non è tutto lì. Sarebbe 'semplice', se si fermasse a quegli aspetti.
Ma l'olocausto, l'eliminazione fisica di un popolo - oltre che di tutta una serie di avversari politici e 'diversi' di ogni tipo - l'annientamento di una cultura e di una religione grazie a un freddo e scientifico programma pianificato a tavolino è maledettamente complicato da spiegare a chi ancora è in giovanissima età.
Far comprendere che il male, la gioia diffusa nel procurare dolore e morte verso un proprio simile, far capire che si possa uccidere uomini, donne e bambini - non ci dormo la notte! -, che un popolo intero abbia partecipato, ignorato, denunciato, insultato, picchiato, sparato, emarginato milioni di propri simili solo perché 'era giusto così', beh tutto ciò è difficile da far comprendere.
Far capire che il male esiste di per sé, senza essere 'indotto' da ragioni politiche ed economiche e sociali, è difficilissimo.
Mi sento inadeguato. E non so come uscirne.

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