domenica 20 gennaio 2013

Che donna!

Andrea sembra essere uscito da questa epidemia di peste che attanaglia casa mia da quasi un mese.
Domani torna a scuola finalmente, visto che da prima di Natale a oggi ha visto banchi e compagni di classe una sola volta!
Bianca rimane il problema. Ora alla febbre si è aggiunto un fastidioso dolore a un orecchio, almeno sembra, che va e torna a seconda dell'umore.
Lei si lamenta, diventa insopportabile, si agita, mugugna e cerca in tutti i modi di attirare l'attenzione di tutti noi, in particolare di sua madre.
E allora l'ambiente si riscalda, il nervosismo impera, i toni si alzano e forse - come recitava la famosa poesia - sul ponte sventola bandiera bianca.
E allora qualcuno, in genere io, alza la voce perché la pazienza è finita e bisogna interrompere la spirale di arrabbiatura.
Ma a volte è anche mia moglie a non poterne più e quindi anche con lei, lo scontro talvolta è inevitabile.
E allora la principessa ereditaria, non abituata, si adombra, si offende per la reazione del suo idolo e quindi...
Mette il muso, tira fuori il labbro inferiore, marchio di fabbrica registrato di tutti i bambini biblicamente arrabbiati.
Ci si aspetta una qualsiasi reazione - bombe in salotto, urla che rompono i migliori cristalli di Boemia o porte che sbattono, ma lei, fredda come un'abitante della provincia di Oslo, a un certo punto guarda sua madre e le dice gelidamente:
- Mamma, voglio stare da sola. E prende su tutto e si richiude delicatamente nella sua stanza.
Da cui riemerge dopo oltre mezz'ora, con aria ancora un po' risentita ma con grande consapevolezza di sé.
Te' capì?
Continuo a dirlo. Mia figlia ci annienterà tutti, gelidamente.
Ma sono felice nel sapere che non saremo i soli...

Nessun commento:

Posta un commento

Teatro di prosa

È che la vita è un palcoscenico - anche se la visione è un po' banale e trita - in cui si susseguono scene senza che nessuno abbia scrit...