giovedì 15 marzo 2012

...si son levati tutti il cappello, prima di fare questo macello...

Poche righe.
Solo emozioni, molti ricordi, tanta rabbia.
'Vedere' piazza Fontana il 12 dicembre alle 16,37 - attimo in cui scoppiò la bomba, momento storico in cui i fascisti, appoggiati dai servizi segreti interni ed esteri, dalle frange più retrive dello stato, andarono al contrattacco del movimento politico e sindacale in grande ascesa - scombussola viscere e cervello, ti riporta indietro di oltre quarant'anni, come se fosse ora.
Questo spezzone in anteprima diffuso da Corriere.it oggi, è un pugno allo stomaco.
Il film non ne ho idea come sia, visto che non è ancora uscito.
Vedere Enrico Salvi che interpreta il 'famoso' tassista Rolandi fa un po' specie, vista la fine che ha fatto (il Rolandi...).
Vedere quelle scarpe del bombarolo che spingono la borsa sotto il tavolo in quel grande emisfero che tante volte abbiamo avuto modo di vedere nelle immagini dell'epoca, devastato, con il grande buco al centro, prende allo stomaco.
Ogni generazione ha i suoi riferimenti storici.
Io sono cresciuto con la fantasia e la gloria della Resistenza, dei partigiani, delle loro eroiche gesta.
E poi con tutti i fatti che hanno fatto la storia di questo paese, dal punto di vista politico, e non solo.
Piazza Fontana è un punto centrale nella storia italiana, perché è un spartiacque nella lotta politica e nella contrapposizione dei blocchi.
Prima e dopo piazza Fontana: questa è la storia dell'Italia del dopoguerra
E 'vedere' si riaprono antiche 'ferite' ideologiche...

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