martedì 27 marzo 2012

La banca che manca

A parte l'ineleganza dei professori e del loro atteggiamento ('se il paese non è pronto possiamo anche andarcene...') - quasi che dimenticassero che dietro a un governo, volente o nolente, esiste un parlamento e dietro anche un paese che, a tempo perso, può esprimere le proprie opinioni - a parte tutto questo dicevo, continuo a pensare che l'obbiettivo dell'attuale governo tecnico sia 'migliorare' i conti, riacquistare status economico in Europa e nel mondo.
Continuo a pensare però che la cosiddetta riforma del lavoro sia un mero attacco a una forma di stato e di convivenza che ormai la lobby finanziaria ha deciso di scardinare per sbaragliare la concorrenza del mondo civile a vantaggio delle società finanziarie.
Ma tant'è. Argomento già affrontato e alcuni mi hanno anche insultato per quello che penso.
Questo paese è incapace a discutere. È sempre o in uno stadio - che si chiami San Siro o Ballarò è la stessa cosa - oppure in uno scontro di campo tra opposti feudi in chiaro stile medievale.
Quello che ritengo sia il vero problema di oggi è il potere, lo strapotere, il potere assoluto delle banche in un paese che boccheggia anche per loro responsabilità.
Io insisto su questo tema, proprio perché la loro potenza è arrivata ormai a occupare le poltrone del governo, gli spazi politici in Europa, a far approvare strategie e leggi che di fatto le rende intoccabili.
Oggi le banche fanno di tutto tranne che il loro lavoro.
Non prestano soldi, non finanziano, non supportano, non affiancano, non sono motore di nulla.
Oggi le banche sono solo enti speculativi, rilasciano quei pochi finanziamenti a interessi sempre più alti, operano sul mercato solo puntando ai guadagni 'facili', reagiscono solo quando qualcuno pensa a qualche norma per regolamentarle.
E poi, e la cosa è tristissima, cercano ormai di venderti di tutto: prodotti assicurativi, prodotti finanziari, telepass, carte, servizi, salame, mortadella...

Bene, non è questo governo che interverrà nel settore bancario, questo è ovvio.
Ma l'economia, il 'sistema', come viene chiamato, riparte solo se le banche ritornano al ruolo centrale dello sviluppo economico, solo se ritornano a essere l'asse portante dello sviluppo.
Sennò ci si dica che il capitalismo ha fallito, che l'economia di mercato è morta e che il 'sistema' sta crollando.
Io ho qualche idea alternativa...

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