domenica 22 gennaio 2012

Che traffico!

E non parlo dell'Area C, sempre più tranquilla e con l'aria sempre meno impestata.
Le notizie di questi giorni ci dicono che il traffico si è ridotto del 37 per cento.
Mica male, veramente mica male.

Comunque io parlavo di un altro 'traffico'.
Un traffico di uomini e donne, tra le braccia dei miei figli.
Prima Bianca che si sposa - cosa che è regolarmente avvenuta con tanto di cerimonia e vestito all'altezza -, ormai al suo secondo matrimonio, con probabilmente un cuore infranto che si aggira sconsolato tra le nebbie della metropoli.

Andrea è invece un po' più riservato. Si sa poco.
Ma si sa, più non vuoi sapere più sai.
Preparando la cartella, in questa sera di domenica, si guarda, si cerca di mettere ordine in un casino pazzesco.
E in mezzo ai libri, tra una pagina di italiano e una di matematica, semioccultato, salta fuori una vera e propria lettera d'amore.
Una prova di passione vera, di grande semplicità ma di grandi orizzonti.
In tre righe c'è tutto.
Un ammissione di debolezza; la prova del coraggio; una richiesta chiara e precisa; e poi una promessa nel tempo.
Fantastico.
E poi c'è quell' 'esposto' che mi rende orgoglioso per la ricercata raffinatezza di linguaggio di mio figlio, e che contraddistingue i veri grandi scrittori.
Il testo, integrale, è quello che riporto qui sotto colorato.
Il foglio era un A4 piegato, con il testo all'interno forse cancellato, con una copertina tempestata di cuori rossi.

L. ti amo, non ho mai avuto il coraggio di dirtelo e ora mi sono esposto a dirtelo. 
Ti supplico vuoi essere la mia fidanzata?
Da grandi diventeremo due ottimi sposi.
Andrea

La lettera, probabilmente non è stata ancora consegnata, e forse non lo sarà mai.
Ma è un primo passo verso un nuovo mondo.

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