martedì 20 dicembre 2011

Uomini tutti d'un pezzo (a pezzi)

Il mio sogno?
Scrivere un libro.
E che libro?
Un libro che riscatti, prontamente e in modo ineccepibile, l'immagine dell'uomo (maschio) nella società di oggi, dove l'imperativo numero uno è quello di massacrarlo. Almeno nella letteratura.
Siamo sommersi da una narrativa al femminile. E questo è bene, molto bene, perché le donne scrivono meglio.
Il problema è che all'interno della letteratura al femminile spazia e vivacchia una moda, forse motivata, ma ormai francamente noiosa, che è quella di - banalizzo! - scrivere bene delle donne e male degli uomini.
È un po' come quella, un po' trash, intendiamoci!, saggistica di oggi a carattere politico che è solamente e nient'altro che la longa manu di un grillismo ormai maggioranza e sempre più diffuso.

Ora, io sono uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi. È noto.
O meglio, noto una mazza, visto che non ho mai scritto nulla.
Ma la mia ambizione, la mia voglia irrefrenabile, la mia necessità prima, la mia intensa richiesta al mondo, è proprio quello di scrivere un libro che, attraverso piccoli e infingardi racconti, racconti cosa significa per un uomo vivere oggi.
Uomini stronzi.
Uomini buoni.
Uomini che odiano le donne.
Uomini massacrati tra le quattro pareti domestiche.
Uomini alle prese con tutto.
Uomini con tutto sulle spalle.
Uomini amanti.
Uomini che si nascondono.
Uomini che cercano di sopravvivere.
Uomini che sono padri.
Uomini che perdono il padre.
Uomini infelici.

Sarete i primi a essere informati della nascita di questo libello che, ne sono certo, rivoluzionerà la letteratura mondiale, oltre a quello di altri sistemi solari.
Lucidate le lenti.
To be continued...

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