giovedì 15 dicembre 2011

Un forte vento

È che, ormai, il tempo che rimane è minore di quello che ho già vissuto.
E la consapevolezza di questa gelida verità è difficile da digerire.
Il tempo ormai 'si fugge tutto via', velocemente, passa tra le dita, come la fine sabbia di una spiaggia tropicale.
Ricordo quando ero giovane, quando il tempo era inchiodato al terreno, e cercavi in tutti i modi di staccarlo, di farlo muovere; volevi crescere, renderti autonomo, farti la tua vita, sentirti libero.
Ricordo anche il fastidio, dio, quanto!, quando qualcuno più vecchio mi rimbrottava dicendo che 'a un certo punto il tempo, dopo che si è alzato, comincia a galoppare e non lo fermi più'. Mi irritavo, pensando che erano solo cavoli loro, che la vita andava vissuta e che il tempo che passava era solo un segnale che stavi vivendo.
Oggi il tempo, non solo l'età, il tempo di tutti i giorni, le ore, le giornate che si alternano, sono quante di più prezioso.
La tristezza, penso di molti, è la consapevolezza che molto, in passato, è stato sprecato, gettato nella spazzatura, fatto volare via nel vento.
La certezza di oggi è la triste realtà che molte scelte sono state sbagliate, che si è cercato di fare troppo in fretta, che si è scelta la strada più corta e facile.
La sofferenza arriva quando ti accorgi di avere sbagliato molto, di non avere avuto attenzione, di non avere amato a sufficienza, di non aver avuto pazienza, di non avere ascoltato, di avere urlato, di esserti girato per andarsene, per non avere fatto scelte, per averne fatte troppe...
Confesso che ho vissuto, diceva Pablo Neruda.
Confesso di avere anche sbagliato, diceva qualcun'altro in un blog...

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