lunedì 19 settembre 2011

19 settembre 1981

Un lunedì impegnativo, questo.
Le notizie si susseguono, una più brutta dell'altra, si rincorrono, si accapigliano...
Dalle escort ai tarantini nati a Bari, dall'isola dei famosi mica tanto all'euro che crolla e quindi anche l'Europa e quindi tutti noi, dallo scioglimento dei ghiacci a quello del sangue di san Gennaro pover'anima, da 'mio figlio si è conquistato il posto' alla trota d'allevamento, dalla pensione alla cicciolina nazionale a chi lavora sempre pur andando al cinema.
Insomma un delirio di notizie, una più ghiotta dell'altra, una più inutile dell'altra.
Ma noi tutti teniamo duro.
Se il mondo va a rotoli, se l'Europa ci sta addosso, se il paese si autosfinisce con telenovela e porcate varie, noi ci concentriamo sulle cose importanti, serie, essenziali, direi esistenziali.
Oggi è il 19 settembre. E allora?
E allora, il 19 settembre 1981, a New York, si svolgeva uno dei più grandi, importanti, straordinari, affollati, meravigliosi eventi musicali che mai si è tenuto nella storia della musica.
Simon & Garfunkel in concerto a Central Park.
Un concerto formidabile che ha permesso, dopo undici anni di separazione, di riunire la più creativa e innovativa coppia di musica moderna che il mondo abbia mai visto.
Un concerto che ha premesso di risentire, dal vivo, le canzoni più famose e rappresentative del duo, accompagnate e riarrangiate da un orchestra fatta di percussione, chitarre, piano e fiati, che le hanno fatto rinascere, a oltre venticinque anni di distanza, senza cannibalizzarle.
Se qualcuno ha la possibilità di vedere il film del concerto - un consiglio, procuratevelo! - la cosa che impressiona, aldilà della bellezza delle canzoni, meravigliosi esempi di poesia, denuncia, gioia e spensieratezza, è l'accordo, la sintonia che regna sul palco tra i due cantanti. Nonostante i continui litigi, abbandoni, risse.
Intendiamoci, Paul Simon è il genio tra i due. Ha scritto canzoni che hanno fatto la storia della musica ma anche della vita di molti. È un poeta, un attento osservatore, un cantore di un'epoca. E continua anche oggi. È l'uomo che ha firmato tutte le canzoni che il duo ha cantato, a parte le cover (poche).
Garfunnkel è la seconda voce, e basta. Ma è la seconda voce che ha reso le canzoni straordinarie, uniche, melodicamente insostituibili.
Sono riuscito a vederli a Roma, al concerto ai Fori Imperiali, nel loro tour mondiale 'Old Friends', ennesima riunificazione, nel 2004 se non ricordo male.
Gli anni passano, anche per loro, con appesantimenti, fatiche nella voce, immobilismi.
Ma le emozioni di quella sera, la nostalgia, la commozione di quegli attimi, i ricordi...
Quality music, la definisce un mio amico inglese.
Bellezza pura, aggiungo io.

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