giovedì 21 luglio 2011

Corsi e ricorsi

Andrea, come ogni anno ormai, frequenta il campus sportivo, al Lido di Milano.
Straordinario posto nel verde, con attrezzature sportive funzionali, buoni educatori e facile da raggiungere.
Quest'anno, addirittura, ha voluto fare due settimane. Anche se non c'erano amici con lui.
Andrea sta crescendo, e quando gli ho detto che andavano bene due settimane ma che era 'da solo' almeno in partenza, mi ha risposto:
- Papà, e allora? Gli amici li trovo là.
Capito? Tosto mio figlio.
E infatti così è andata.
Ieri sera, a cena, si parla del più e del meno, forse di coppie, forse di amicizie.
Improvvisamente Andrea prende la parola e racconta.
- Al Lido sto conoscendo un sacco di persone. E poi c'è E..., aggiunge con occhi sognanti.
E.... è la sua educatrice, quella che segue il suo gruppo, gentile e simpatica ragazza, la stessa dell'anno scorso. Stravede per lei.
- Ma non è finita qui. Quest'anno c'è V...., una bambina di un anno più di me.
- Carina?, domando io, andando subito al sodo.
- Mmm... insomma, risponde laconico.
- E allora?, incalzo.
- Lei è innamorata di me (testuali parole!). Quando giochiamo mi rincorre urlando 'Vieni qui, amore mio!!!'.
Tosta la ragazza, una bella coppia, penso io.
- E tu che fai? gli domando incuriosito.
- Io? Io scappo. Io voglio E....
- E....? Ma è grande! rispondo io ingenuamente.
- Sì, ma poi vediamo... mi risponde.

Mio figlio è l'orgoglio di papà.
È il nostro destino essere rincorsi.
Con una 'piccola' differenza: lui è all'inizio e ha la fila, io alla fine e per sicurezza non mi guardo indietro.

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