martedì 17 maggio 2011

Celestiali ballottaggi

Stamattina è ricomparso.
Stavo uscendo di casa, ancora nel giardino condominiale, e me lo vedo venire incontro.
Con quell'aria sospesa, circondato da una luce morbida e calda.
- Arieccoci, ho pensato, cominciando ad agitarmi.
- Ma chi cavolo sei tu?, ho borbottato tra me e me.
Si avvicina, con il suo solito sorriso affabile, vestito alla stessa maniera dell'altro giorno.
- Visto?, mi spiattella subito in faccia, senza convenevoli terreni.
- Visto cosa?, gli rispondo in modo un po' sgradevole, chissà perché.
- Abbandona per un attimo il tuo caratteraccio, piccolo milanese del nuovo millennio, mi sospira in un orecchio. - Volevo solo dirti che quello che ti avevo detto l'altro giorno si è puntualmente avverato.
- Beh insomma, rispondo, il botto c'è stato ma tu mi avevi prefigurato uno scenario apocalittico (forse te ne intendi di queste cose...), con vittorie della sinistra schiaccianti, tutte al primo turno, sia per i grandi comuni sia per tutte le altre amministrazioni.
- È vero che tutto sta andando per il meglio, e che nonostante quello che ci raccontano in Tv, Milano non è un'anomalia, ma è la norma. Sono crollati dappertutto, sono andati anche al ballottaggio a Varese, e non so se mi spiego... ma è ben diverso da quello che avevi detto tu.
- Povero uomo, attaccato ai dettagli terreni, alle piccolezze quotidiane, alle stolte tragedie umane.
Quello che ti ho detto l'altro giorno, e potevo dirtelo in un altro modo che naturalmente non avresti capito,  era solo per farti capire che il paese sta cambiando, che l'aria si pulisce, e che stiamo arrivando a una svolta.
Incasso il cordiale rimprovero, mi stringo nelle mie spalle terrene, abbozzo.
Ma lui mi sorride, mi mette una mano sulla spalla.
Allora io oso.
- Ma allora si vince davvero dappertutto?, sperando in quell'istante di non ricevere quelle risposte interlocutorie che fanno imbestialire tipo 'chi vivrà vedrà' oppure 'dai tempo al tempo'.
- Ti ho già detto tutto l'altro giorno. Si vince, alla grande e il paese si riscatta. E poco dopo tutto crolla, con un boato pazzesco e questa terra martoriata ricomincerà ad avere una vita normale, bella o brutta che sia, ma normale.
Ci mancava che mi strizzasse l'occhio...ma si sa, in certi posti queste volgarità non le insegnano.
Se ne va, si allontana da me, scivolando sull'asfalto. E io mi sento già solo.
Anche se il mondo, stamattina, mi sembra una compagnia migliore.

1 commento:

  1. questo personaggio che mi sembra molto un "piccolo principe" un po' cresciutello mi piace assssai...e speriamo che abbia ragione... ho proprio voglia di crederci!!!!

    RispondiElimina

La porta (e l'olio)

Olio, tanto olio. In quelle pompette un po' vintage che ancora circolano oggi. In genere di colore rosso. Un pezzo di carta, un po'...