venerdì 15 aprile 2011

Designer, nostro profeta

Ieri, per necessità professionale, ho fatto un salto al Fuori Salone, l'area della città dedicata agli eventi, alle iniziative, alle performance e non so a che cos'altro.
Espletate le necessità di lavoro, era l'ora di cena, mi sono detto: 'perchê non fai un bel giro, eh?'.
E siccome sono scemo mi sono pure risposto, 'che ideona, perchê no?'.
Bene, eccomi così al centro della multitudine umana che come un mare in tempesta prendeva a crescere minuto dopo minuto. Uno tzunami.
Migliaia di persone, giovani per lo più, alla ricerca di cose da vedere, di emozioni, o semplicemente di una serata all'aperto.
A parte che è ritornato un freddo cane, la domanda ferale, assoluta, secca che è fiorita alle mie labbra è stata: ma per essere nel design è assolutamente, totalmente, irrimediabilmente, mondialmente obbligatorio essere vestiti da pirla?
Qualcuno mi risponda, così riprendo a dormire il sonno dei giusti. O almeno il sonno.

Nessun commento:

Posta un commento

Teatro di prosa

È che la vita è un palcoscenico - anche se la visione è un po' banale e trita - in cui si susseguono scene senza che nessuno abbia scrit...