lunedì 18 aprile 2011

Materialismo dialettico

Bianca è stata malata per quasi un mese. Devastante, sia dal punto di vista organizzativo, sia da quello ambientale.
Si è ammalata il giorno del compleanno del Bel Paese e - a parte l'interruzione di un paio di giorni -  e torna a scuola oggi. E tutti incrociamo le dita, i piedi, gli occhi anche qualcos'altro a piacere.
L'altro giorno, a casa con lei, le chiedo se vuole venire con me - in un toccata e fuga - in ufficio a recuperare il mio computer. In auto, veloci, senza prendere freddo.
Mi aspetto il solito delirio di 'non voglio, no, non ci vengo', e invece, visto che non ne può più di essere agli arresti domiciliari, urla un 'Sìììììì' a squarciagola che fa ben sperare.
Bene, ci organizziamo.
Maglietta, jeans, golf, giacca, scarpe e si esce.
Lei è splendida nel suo abbigliamento grunge, molto anni '70, molto casual (cioè proprio casuale...).
Nel tragitto ci fermiamo a un semaforo. Di fronte a noi una signora, che attraversando la strada, mostra al mondo intero, orgogliosa, la sua sigaretta.
Mai sia.
Bianca la vede e mi urla nelle orecchio, dal suo trono di viaggio:
- La signora fuma. È vero che non si deve fumare?
- È vero Bianca, rispondo io, noioso padre salutista, di sinistra e consapevole nella sua paternità moderna e solidale.
- Perché?, ribadisce lei
- Perché inquina l'aria, fa male alla persone che le vivono vicino, e la fa ammalare ai polmoni, e non solo.
- Ah, conclude la donna dei miei sogni.
Scatta il verde, io riparto e mi avvicino al mio ufficio.
Ma io so che non è finita lì.
Altro semaforo rosso.
- Papi (da un po' di tempo mi chiama così, e non avete idea di come mi fa innervosire, e quando vuole blandire si spinge addirittura fino al 'Papino', roba da far uscire di senno).
- Dimmi tesoruccio, rispondo digrignando i denti e stringendo il volante come volessi frantumarlo.
- Io non ho mai fumato, neanche da piccola (!). E allora, perché mi ammalo sempre?
A mia figlia, Marx, non fa neanche un plissé.

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