lunedì 31 gennaio 2011

Matrimoni in vista

Siamo agli sgoccioli.
Finalmente tra poco saremo liberi per riprendere una vita normale, serena.
E non sto parlando di politica...
Sabato pomeriggio, tornando dall'ennesima festa di bambini, passiamo davanti alla Fabbrica dei Confetti.
Una fabbrica vera e propria, nel mezzo di Milano, sulla circonvallazione. In quella parte della città che ha sapore di inizio novecento, produttiva, per certi versi affascinante, ma di fatto orrenda.
L'avevo scoperta ( o me l'aveva segnalata qualcuno, non ricordo...) in occasione del mio secondo matrimonio. Entri e fai un salto nel tempo.
Un signore anziano con il camice, macchine antichissime, un sapore da pre-rivoluzione industriale. E i confetti, di ogni gusto e colore, buonissimi.
Torniamo a bomba.
Dai confetti e l'antico matrimonio, il dibattito si apre senza nessuna necessità di favorirlo.
- Anch'io mi sposo con Lorenzo, azzarda Bianca, ripetendo la sua antica promessa al suo principe di scuola.
E continua.
- Mi sposo a Natale, con un mantello d'argento e Lorenzo con uno d'oro. Gli invitati sono: io, Lorenzo e Andrea. Ma anche voi (cioè noi genitori).
Poi spazio alla regia dell'evento.
- Tu mamma fai la presentatrice ("signori e signore, ecco a voi il matrimonio di Bianca e Lorenzoooo). Il menù? Beh, pasta in bianco con pinoli (anticipando quando c'è scritto qui)), e torta al cioccolato con more, lamponi, fragole.
- Poi andiamo tutti a casa, conclude la wedding manager de noantri.
Andrea, di tutto converso, si fa avanti.
- Anch'io mi sposerò, e mi sposerò con Alessia (che non si sa chi sia, e forse non si chiamava neanche così). Io però mi sposo in comune, vestito di grigio come il mio papà.
E io tiro un sospiro di sollievo, almeno l'etichetta è salva.
Per poi concludere: - E voi diventerete nonni!
Speriamo di arrivarci, penso io...

I miei figli hanno le idee chiare.
E il giorno del loro reale matrimonio queste cose gliele tiro fuori tutte, ma proprio tutte.

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