lunedì 13 settembre 2010

Si dia inizio alle danze

Pilù sembrava non accorgersene. Sembrava che la cosa non lo toccasse. Sembrava addirittura che tutto ciò non lo appartenesse.
Poi, invece, il ragazzo ha visto incrinare le sue granitiche certezze, e come prima manifestazione di cedimento è piombato in camera da letto dei suoi genitori alle sei del mattino. Intrattenendoci in discussioni filosofiche sul significato della vita e sul destino del pianeta alla luce della crisi strutturale del capitalismo avanzato.
Il primo giorno di scuola...
E poi tutti svegli, agitati come pochi.
Colazione, vestirsi velocemente, preparare il giacchino nero (nel 2010 come nel 'mio' 1963, robe da pazzi!), gli ultimi ritocchi, ecco lo zaino con dentro il giacchino perché fin'ora non ci si azzarda a metterlo, le scarpe, e BiBì pronta anche lei e....via, fuori quasi tre quarti d'ora prima dell'inizio delle lezioni. E pensare che per arrivare a scuola basta attraversare la strada. Ansia pura.
E poi finalmente nel tempio della conoscenza, nel cortile in attesa che aprano le porte, tra famiglie di ogni colore, bambini di ogni foggia, zainetti dalle diverse dimensioni, mamme con diverse toilette e padri dai differenti pigli. Insomma una Babilonia.
E poi hanno aperto le porte e tutti, educatamente, si sono infilati in palestra dove la direttrice - oops, la dirigente scolastica - ha preso la parola per dare qualche indicazione di buon senso e qualche istruzione organizzativa, per poi chiamare uno per uno i bambini per dividerli in tre gruppi dai diversi colori. Da quelli, dopo un'attenta analisi pedagogica e una meticolosa osservazione della dentatura di ognuno, deriveranno le classi definitive.
Pilù è stato straordinario. Tranquillo, osservava tutto, intratteneva i bimbi che già conosceva, parlava con me e stava tranquillo vantando un'aria professionale.
Quando è stato chiamato è partito veloce verso il centro della palestra dove si raccoglieva il gruppo 'Arancione'. Poi è stato chiamato il suo amico e tutti e due sono stati fermi in attesa della fine dell'appello mano nella mano, dandosi manforte, con un'aria perduta.
Era bellissimo, mi cercava con gli occhi, un po' preoccupato ma soprattutto curioso.
Poi si sono girati tutti e la trasumanza verso una nuova vita, cioè verso l'aula di competenza, ha avuto inizio.
L'ultima volta che l'ho visto, saliva rapidamente le scale in gruppo, sempre mano nella mano. Poi è sparito e io, stupido padre inutile, mi sono commosso come un inutile padre stupido, cercando in tutti i modi di non farlo vedere.
Dio che stupido!!
E poi tutti siamo usciti, e ognuno è tornato alla propria vita.
Pilù è uscito due ore dopo circa, con il broncio, incavolato nero.
E a sua madre, in lacrime, ha urlato:
- Ma lo sai che ero l'unico senza merenda? Tutti mangiavano e io ero lì a guardare. E avevo pure fame!!!!
Madonna, la merenda, e chi se la ricordava?
Forse è meglio sprecare meno lacrime e usare un po' di più il cervello.

1 commento:

  1. nooooo ... come avete potuto scordare la merenda????
    fa parte dei riti mattutini.... pane e cioccolata?? ..pane e salame???... pacchettino di crackers??...bricchetto di succo di frutta?... frutto di stagione???
    in dispensa bisogna avere tutto perchè il confronto con i compagni di classe potrebbe provocare danni irreparabili nella psiche di un bambino di prima elementare!
    benvenuto nel meraviglioso mondo della scuola con le sue mille sfaccettature!

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