lunedì 20 settembre 2010

Ma che Bel Paese!

Difesa a oltranza della scuola pubblica, ora e sempre.
Ma ora che dopo tanti anni ci devo aver a che fare, tra le pieghe e gli incartamenti, ti accorgi te le sue distorsioni, delle imposizione fatte a sistema per salvaguardare chi vuole 'manipolare' le menti dei nostri poveri bambini.
Parlo naturalmente del cosiddetto 'insegnamento della religione cattolica', della sua imposizione, della sua presunta facoltatività e della sua effettiva e reale intrusione nell'educazione dei bambini che dovrebbe essere laica.
Pilù non è battezzato. Se lo vorrà essere in futuro, E' una decisione che prenderà lui quando e se lo vorrà. Il percorso religioso, l'eventuale bisogno di avere un riferimento spirituale deve essere il risultato di profonde meditazioni del singolo.
Invece, come voi sapete, nonostante la religione non sia più LA religione di stato, la propinano in tutte le salse, a partire dalla scuola con le 'ore di religione', per poi passare al vero e proprio catechismo gestito dai signori vestiti di nero, tanto chiacchierati in questo ultimo periodo causa i loro non sempre limpidi rapporti con i bambini.
Comunque, in un paese normale, far seguire l'insegnamento della religione alla scuola pubblica - quindi di tutti! - dovrebbe essere frutto di una decisione facoltativa di ciascuna famiglia. Quindi se voglio lo iscrivo.
Invece il sistema è perverso, fin dal suo inizio.
Se non voglio che mio figlio si colmi di nozioni spirituali o presunte tali devo dirlo, devo dichiararlo, devo chiederne l'esenzione. Cioè l'inverso di un processo normale che tuteli le convinzioni e le opinioni di tutti.
Proprio come presumibilmente succede nei paesi più integralisti e oltranzisti.
Quindi Pilù è stato esentato.
Per poi venire a sapere che non esiste un programma alternativo per quelli esentati, per prospettargli, unico nella sua classe, di essere mandato ospite presso un'altra classe, con il rischio, non tanto lontano - con l'aria che tira... - di essere additato come un diverso, un senza dio e via dicendo, viste le definizioni creative che stanno tornando di moda.
Quindi per una decisione dei genitori, legittima e senza alcun intento 'rivoluzionario', il sistema ha costruito intorno un modo scientifico per combatterla, emarginando chi la pensa diversamente da tutti.
Complimenti!!
Ora urge una decisione. Andare avanti, duri e puri, tutelando il principio e la scelta, oppure cedere per tutelare invece il bambino?
Mi viene da vomitare...

1 commento:

  1. io alle elementari avevo il divieto di andare all'oratorio (dove si incontravano tutti i miei compagni)e ancora adesso non l'ho perdonato ai miei! Da piccoli è veramente difficile spiegare ai propri compagni le scelte ideologiche dei genitori (CristinaB)

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