venerdì 18 giugno 2010

Una spianata di ricordi

Un viaggio per lavoro si trasforma, per incanto, in un viaggio nel tempo. Sarà per la nostalgia che in questo periodo vivo, sarà per la voglia di fuggire, sarà quel che sarà, ma il passato oggi mi si è presentato tutto davanti agli occhi, con dolce e amaro, ma soprattutto con il conto.
Il motivo scatenante è un innocuo viaggio a Parma, rigorosamente in treno.
Una volta uscito da Milano, dopo qualche telefonata di troppo, finalmente finiscono le case, o almeno si sfilacciano.
E a un certo punto, il treno si immerge, si tuffa letteralmente, affonda con tutta la sua forza nel giardino d'Europa, in uno dei terreni più ricchi e fertili del mondo. La pianura padana. Che intendiamoci non ha niente a che fare con la padania, invenzione di marketing per gonzi in cerca di facili e cretine emozioni.
Io stavo lavorando, con quell'aria impegnatissima che si ha in treno alle prese con carte, penne, computer, cellulare e ora anche Ipad, ma che non incanta nessuno.
A un certo punto l'occhio, che in genere vuole la sua parte, ha distrattamente guardato fuori dal finestrino, ha di sfuggita osservato il panorama che rincorreva il treno e improvvisamente si è reso conto che stavamo, tutti insieme, occhi, cuore e mente, nella bassa, nei luoghi della mia giovinezza, nelle zone dei ricordi.
E allora le ricorrenti domeniche dai parenti, le "gite" al cimitero, le corse con i cugini al fiume alla ricerca dei lucci, le mucche, le messe nella chiesa del paese, le lucertole, le fughe, i giochi, il dialetto, le mangiate, le torte di mele, i fagioli con l'occhio...tutto èpassato davanti a me, accavallandosi, rincorrendosi, sgomitando.
Sono maledetti i ricordi quando si trasformano in nostalgia, in passato.
Sono una piacevole tortura.
Ma senza passato non c'è futuro.
Senza passato il presente appassisce.

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