giovedì 13 maggio 2010

Guerra becera

C'è un certo non so che di patetico in questo articolo di Repubblica.
Per due motivi principali.
E uno in contrasto, o all'opposto dell'altro.
Aldilà del valore statistico delle cifre riportate, illustrare il gettito fiscale alle casse dello stato da parte delle singole regioni è fuorviante, anche perché chi è più ricco dà di più, e chi invece arranca di più contribuisce meno.
Inoltre, in un'ottica di stato unitario, fare queste distinzioni suona perlomeno stonato. Se invece si vuole cavalcare il presunto federalismo, la delocalizzazione e la regionalizzazione a tutti i costi, è chiaro che questi dati sono necessari e non di certo sufficienti.
Il secondo motivo è più polemico ancora.
Se vuoi raccontare questi dati (che dimostrano soprattutto che la Lombardia ha un saldo positivo tra quello che ha e quello che riceve di oltre 42 miliardi di euro, mica paglia!), è inutile che si cerchi di edulcorare il dato dicendo che anche il Lazio fa altrettanto, sebbene in misura minore.
E' sbagliato nel merito.
Se dài i dati li dài per quello che sono. E infatti è sbagliato darli, almeno in questo modo.
Ma siccome i dati ti danno fastidio, allora li rivolti, cerchi di interpretarli, a tuo uso e consumo di giornale della capitale.
Sbagliato, stupido e soprattutto perdente.
In questo modo si dà il fianco al peggiore dei leghisti che dice, candido e con la bocca sporca di casseola:
- T'è vist? Sempre noi. Noi foraggiamo tutti!
Il problema è che è vero, ma soprattutto giusto, in una visione di stato unitario, solidale e collaborativo.
Ma l'articolo, che vuole sfatare i miti leghisti di 'Roma ladrona', non si accorge che a questi dati, se li vuoi dare, non comprende alcun commento, intelligente, analitico e soprattutto politico.
Ormai è una guerra tra parrocchie e nulla più.
Una patetica lotta tra chiesette di provincia.
E la politica, è sempre più lontana, piccina, ormai invisibile...

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