martedì 23 febbraio 2010

Nel blu (di)finto blu

Bello,veramente bello.
Ci mancava.
La capitale morale, da tempo un po' giù di morale e depressa, riceve la sua ennesima mazzata dal punto di vista ambientale.
Non bastano le polveri sottili, non basta l'aria irrespirabile, non bastano le impennate di decessi di persone a rischio causa inquinamento ormai strutturale.
Finalmente anche quei rigagnoli impestati che circondano la città, il Lambro in questo caso, si ritrovano invasi e annientati da orripilanti macchie nere di provenienza industriale.
Mi chiedo che cosa ormai possiamo salvare. E come.
Ormai uscire la mattina è un'operazione disgustosa.
Chi non abita a a Milano forse non ci crede, ma vi assicuro che è la verità.
Da qualche anno la puzza aleggia, l'aria è seriamente irrespirabile e ormai, anche dopo qualche giorno di pioggia, la situazione non cambia. Neanche dopo giornate ventose.
Ci sono mattine, quelle grigie e pesanti - cioè la maggior parte degli esordi milanesi - che si respira un'aria pesante con diverse tonalità di olezzi.
1) Insalata di carburi al petrolio bruciacchiato
2) Misto di puzza di catrame e fogna
3) Scarichi di caldaie alla plastica fusa
Un menù sconcertante, che ti prende una volta alla gola e l'altra ti penetra nei polmoni come se ingurgitassi un budino.
Io che sono pure allergico e vicino all'asma e sono quindi ipersensibile, devo dire che il peggioramento, nonostante ecopass, blocchi e amenità varie, negli ultimi anni l'ho percepito molto chiaramente.
Nessuno capisce, amministrazioni locali e cosiddetta società (in)civile, che un mondo è ormai finito e che per salvarci, interventi e i metodi di vita di ognuno di noi devono cambiare, completamente, con enormi sacrifici, con grandi 'passi indietro' da parte di tutti.
Non ci sono alternative.
Lo dobbiamo ai nostri figli.

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