lunedì 22 febbraio 2010

De profundis

La notizia è triste, molto triste.
E il compito ingrato di annunciarla è tutto mio, maledizione.
Aiuaà non è più in uso.
O meglio. BiBì ha smesso, senza segnali, senza avvertimento alcuno neanche per i più deboli di cuore, di chiamare suo fratello in quel modo.
Oggi Aiuaà (Pilù) diventa ufficialmente Andrea e quindi BiBì, per par condicio, si apre al mondo con il suo vero nome: Bianca.
Abbiamo scelto due bei nomi per i nostri figli. Ne sono convinto.
Non troppo alternativi ma neanche troppo tradizionali.
Abbastanza solari ma non troppo alla moda.
Non troppo lunghi né troppo corti. E poi con il mio cognome filano bene, senza incartarsi.
E Bianca, da qualche giorno, continua a mormorare 'il mio papà, il mio papà' accompagnando le parole con una abbraccio strettissimo al collo che prima o poi provocherà soffocamento certo.
Andrea lo faceva già da tempo e quindi il gioco è fatto.

I miei figli crescono e vivono in armonia, almeno fin'ora.
E io invecchio, ed è giusto così.

2 commenti:

  1. ...anche mia figlia si chiama Bianca, che nome bellissimo e poetico...baci

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  2. Grande scelta Claudia. E' un nome bellissimo, pulito e un po' 'esclusivo'.
    Ricambio i baci
    p

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La porta (e l'olio)

Olio, tanto olio. In quelle pompette un po' vintage che ancora circolano oggi. In genere di colore rosso. Un pezzo di carta, un po'...