martedì 22 settembre 2009

La forza della ragione

Dopo 'Non ci sono più le mezze stagioni', 'Una volta qui era tutta campagna', oppure 'la Mamma è sempre la mamma', bene oggi conio il nuovo detto/verità/tormentone/proverbio:
'Non ci sono più i nemici di una volta'.
Come i padri alla ricerca perenne del potere perduto, come le mamme che lavorano in costante senso di colpa verso i figli, come gli stupidi ormai troppo stupidi anche per sé stessi, anche i nemici stanno attraversando un momento di crisi. Di riposizionamento, diremmo noi.
Un tempo il nemico ti attaccava diretto, magari in modo violento, ma aveva le idee chiare in testa. Sapeva cosa voleva, pianificava una strategia di approccio e poi colpiva!!! E a volte o spesso vinceva pure. A torto o a ragione, intendiamoci. A volte addirittura i nemici erano gli amici e viceversa.
Insomma essere nemici, un tempo, era una professione nobile, trasparente, decisamente ben retribuita.
Oggi, come per tutto, ci troviamo a dover far fronte a una schiera di nemici rattoppati, con golfini fatti dalla fidanzata alla domenica, pantaloni sgualciti, barba sfatta. Neanche i denti si lavano!!!
Intediamoci, si mettono d'accordo la sera prima su cosa dire e cosa fare, pianificano e soppesano le strategie d'attacco.
E quando è il momento della battaglia lanciano le loro sparate, fanno la voce grossa, spargono anatemi, avvertimenti, minacce. Abbaiano e, come sempre accade, senza mordere.
E allora basta schierare le truppe di difesa, in modo compatto, lance in resta, basta rinsaldare i cordoni, bastano poche parole ben assestate e chiare, e i nemici si ritirano buoni buoni, senza neanche combattere, come docili agnellini.

L'ultima volta che ho incontrato l'Alighieri, mentre mi raccontava di come si era scottato una volta all'Inferno, mi ha detto:
- Non ti curar di loro, ma guarda e passa.
E io gli ho risposto - Caro Dan, ricordati che oggi il mondo ormai è senza palle, pur sparandone in giro a manciate.
Ci siamo salutati menandoci, reciprocamente, grandi pacche sulle spalle e ridendo a crepapelle.
L'ho perso mentre prendeva le direzione di Firenze.

2 commenti:

  1. Alla volta del " Caro Dan" mi son proprio messa a ridere...ma Paolo, ma sai che bello sarebbe stato leggere articoli sui giornali con identico spirito che parlassero di cose serie? so che ti sei votato alla comunicazione nel marketing pero'...hai per caso scritto un libro? ne hai uno in cantiere? produci la notte una testata carbonara-indipendente? perche' insomma sei un talento...fammi sapere che troviamo un vecchio ciclostile dai...;))) Ciao Nic

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  2. Nicoletta, caspita se trovi un ciclostile vendiamolo che ci facciamo i soldi!!!!
    Grazie dei complimenti, ben accetti.
    Il libro è tutto nella mia mente... devo solo trovare tempo e modo di tradurlo. E non è detto che ci riesca.
    Ti tengo informata
    p

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