lunedì 6 marzo 2017

Boh, non è proprio vero però...

Leggo questo intervento di Galimberti, persona pacata, preparata e stimata.
Quindi non il solito avventato 'esperto' con la bava alla bocca.

Io però non sono tanto d'accordo con quello che dice, questa volta.
Non sono tanto d'accordo e in più aggiungo che tutto quanto viene riportato in questo articolo è anche un po' banale e scontato.
È vero che oggi la tendenza della società tutta è quella di semplificare, facilitare, rendere breve.
Libri sottili, post brevi, letture assenti, articoli di giornali fatti quasi di soli titoli, analisi e approfondimenti ormai relegati in angoli bui dei giornali o di alcuni libri.
Quindi anche la scuola si adegua.
Non tutti i professori sono all'altezza - ma anche alcuni miei insegnanti erano imbarazzanti per provata ignoranza, e sicuramente anche prima era così - e i genitori oggi sono più presenti nelle carriere scolastiche. E alcuni debordano, sono ancora più ignoranti dei propri figli, non sono adeguati.
Ma lo è sempre stato.
Difendere per definizione i propri figli dalle le decisioni dei professori, o peggio contro le decisioni dei professori, è un fenomeno un po' cresciuto ma non assoluto.
Generalizzare, banalizzo anch'io, non è mai bene.
Non tutti i genitori sono così.
E i professori non sono tutti inadeguati, bocciano, danno quattro quando serve, chiamano i genitori a scuola se i figli fanno casino, intervengono, si assumono la responsabilità e il ruolo.
Ormai è una moda quella di sparare a zero su una categoria come quella degli insegnanti che, almeno dalla mia esperienza, è molto migliorata rispetto ai miei tempi.
Quella dei genitori non so, ma non hanno grande spazio quelli che imperversano, aldilà dei fatti che fanno notizia e che vanno sui giornali.
Ci vorrebbe un po' più di morigeratezza, di quiete d'animo.
Ma ormai non c'è più nulla tranne che scagliare una lancia contro qualcuno.

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