lunedì 17 marzo 2014

Un inferno

Cosa? La situazione politica?
Macché, quella è una passeggiata in confronto.
La situazione economica, la crisi, le banche, la cupola finanziaria?
Bazzeccole, sbrodeghezzi, pinzillachere.

Io parlo dei miei figli, sempre più grandi e sempre più rompiballe (dal francese arcaico 'rump i ball').
Una di sei ormai dimenticati, l'altro verso i dieci, sono diventati personaggi sempre più debordanti
nella quotidianità di una famiglia sempre più in affanno come la mia.
Lei assertiva - e scusate l'eufemismo - alla perenne ricerca di uno scontro con chi gli capita sotto le grinfie.
È in costante situazione di stand by, quella lucina rossa che tutti gli apparecchi elettronici hanno, e che ti fanno capire che sono spenti, ma non proprio spenti, un po' spenti, per farti capire che basta sfiorare un tasto e l'apparecchio si sveglia, si riprende, comincia a vomitare immagini, suoni, sollecitazioni.
Ecco la dottoressa Bianca è proprio così, senza se e senza ma.
Può dormire, può mangiare, può leggere, può guardare la tv, può giocare...ma è solo un'impressione. Tutto a un tratto, improvvisamente, senza preavviso, e agli occhi dei poveri mortali anche senza apparente motivo, si riattiva e inizia a massacrarti di parole a un livello di decibel che neanche una fonderia a pieno regime riesce ad avvicinare.
Orami io la guardo sgomento, in attesa che la lucina dello stand by ritorni tranquillizzante al suo posto.

Poi c'è l'altro, il principe Andrea, che è tanto fighetto e sicuro di sé, va tanto bene a scuola, legge e pensa ogni giorno ai destini del mondo, ma che appena può scende sul triviale mondo terreno per provocare la sua sorella, punzecchiarla, per poi raccattare solo urla e spesso anche legnate.

Così tutti i giorni, almeno dei weekend, visto che dio è buono e ha inventato il lavoro e la scuola, durante i quali ognuno è 'costretto' a rimanere lontano dall'altro. Meraviglia.
Io non so se sia l'adolescenza che si avvicina da parte di uno oppure la costante gelosia dell'altra verso quello più grande, la cui età - forse se ne renderà conto prima o poi - non raggiungerà mai.
Io non so se tutto ciò invece dipende dal fatto che io invecchio e che quindi sono sempre meno disponibile, o meglio, disposto ad assorbire e digerire tanto caos sotto il cielo.

Che fare, quindi?
Mangiare tante vitamine, respirare molto a lungo, sorridere anche quando proprio non se ne ha voglia, e urlare sopra tutti quando la situazione raggiunge livelli drammatici.
Ma soprattutto, aspettare, aspettare, aspettare...che crescano.
E cercare, cercare, cercare...di non invecchiare troppo presto.

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