giovedì 28 marzo 2013

Puttanieri, troie o troll?

Ecco...la società civile cala i suoi assi.
Da piccolo, quando quelle rare volte mio padre mi portava allo stadio, il massimo dell'insulto che volava tra gli spalti - rigorosamente distinti, mio padre ai popolari manco ci pensava di andare... - era 'albitro cornuto', con la elle, perché quando ero piccolo pensavo si dicesse così.
E mio padre mi guardava tra il complice e l'imbarazzato, fino al giorno in cui gli chiesi che cosa significava col(r)nuto e lui, tra sottili sofismi e saltabecchi filologici ha cercato di farmelo sapere.
Comunque il mondo era più ipocrita ma più educato, non c'è dubbio.
E c'erano i partiti, c'erano le contrapposizioni ideologiche che rasentavano la guerra atomica mondiale, ma c'era più , anche tirandosi coltelli e scomuniche, maggiore rispetto per l'altro e una educazione maggiore.
Oggi invece, siccome ci dobbiamo liberare dell'oppressione dei politici cattivi e corrotti, abbiamo la società civile, anzi civilissima, che ogni volta che cala con tutta la sua voglia di 'cambiamento' è peggio di quello che trova.
Insulti da bar, litigi da ranch texano, risse verbali e non come nelle strade più malfamate di una qualsiasi metropoli del pianeta, discussioni volgari, gesti insopportabili, falsità palesi e reiterate.
Questa è la società civile che abbiamo di fronte agli occhi oggi.
E quando la società civile, tanto arrabbiata e turlupinata, viene criticata ecco che volano ulteriori strali, insulti, fino a definire tutti troll pagati dalla casta cattiva.
Poveri voi italiani.
Meno male che stamattina ho ritirato il mio nuovo passaporto del libero stato di Bananas.
Arrivederci a todos.

Nessun commento:

Posta un commento

La porta (e l'olio)

Olio, tanto olio. In quelle pompette un po' vintage che ancora circolano oggi. In genere di colore rosso. Un pezzo di carta, un po'...