lunedì 20 giugno 2011

Pontida sì, Pontida no, Pontida un c....

Il teatrino continua.
La Lega di lotta e di governo continua nella sua opera di stampella a questo governo, senza alcuna strategia e tirando a campare in pieno stile 'romano' e 'centralista'.
Ma l'ha anche detto (o meglio bofonchiato, io non capisco niente quando parla) Bossi ieri davanti al suo popolo (molto scarno, bastava osservare attentamente le scarse panoramiche che il regista faceva): 'se andiamo alle urne oggi vince la sinistra', quindi rimaniamo qui, attaccati alle cadreghe, perché poi il vecchio porcello svanisce e noi rimaniamo qui ad asciugare gli scogli (Bersani docet).
Quindi, cara Padania, qui restiamo, e poi vediamo.
E io sono contento, davvero.
Il Pdl è allo sbando totale, un'arena dove tutti lottano contro tutti. Ogni militante sta pianificando in segreto la propria exit strategy per quando tutto crollerà e per mettersi il sedere al caldo da  qualche altra parte. Forse gli assegni non bastano più, e tantomeno le ragazzine e le collanine.
Quindi tutti sono i blocchi di partenza, in attesa del fuggifuggi.
La Lega è ormai un'inutile carrozzone, anacronistico - con le corna di polistirolo sulle crape pelate - che cerca in ogni momento un guizzo che la faccia ritornare al sole. Non sono più nulla, annaspano nei loro piccoli comuni tra razzismo e becere amministrazioni, continuano a sperperare soldi pubblici aggiungendo inutili cartelli in dialetto sotto i nomi veri delle città e dei paesi, oppure colorando di verde le strisce pedonali, oppure, peggio di tutti, creando monumenti e simboli di parte con i soldi di tutti.

Avevano una maggioranza oltre il lecito, avevano dalla loro tutti i poteri forti piegati a pecora di fronte ai palazzi romani. Avevano tutto, anche il consenso del paese.
Eppure sono riusciti a sperperare tutto, a portare il paese alla bancarotta e alla povertà diffusa. Sono riusciti, ma come potevano fare d'altro?, a non fare nulla, tranne che la guerra alla magistratura.

Un fallimento, totale, su tutti i fronti.
Uno schifo, direbbe mio figlio.

Ieri Bossi aveva una possibilità di tirarsi fuori, di riscattare, almeno un po', l'immagine presunta della Lega. Ha perso la sua ultima occasione.

Ora gli rimane solo il baratro, che presto si aprirà sotto i suoi piedi.
E tutto verrà inghiottito, e tutto, speriamo il più presto possibile, dimenticato.

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