giovedì 4 novembre 2010

Ciao Bella!!!

Ma questo, cari signori, non è il derby di Milano tra Milan e Inter, non è scegliere se è meglio Bartali o Coppi, non è pensare se è meglio Yesterday o Satisfaction.
Questa non è una garetta tra Milano e Roma come antagoniste storiche delle cazzate.
Questo non è amare il mare o la montagna.
Nord o sud; est o ovest; sopra o sotto; biondo o bruno.
La riconciliazione non c'è, non esiste, almeno fino a quando qualcuno continuerà a sostenere che i campi non esistevano, oppure che i tedeschi erano sì molto cattivi, ma da noi, il fascismo faceva arrivare i treni in orario e alla peggio rifilava ai cattivoni qualche cucchiaio di olio di ricino.
La pietra tombale a carattere storico non funziona fino a quando ministri della Repubblica si rifanno a quelle idee, camuffandole, e tirandole fuori ogni volta che serve.
Pietro Secchia ripeteva, dopo il 1945, che la 'resistenza continua', che non bisogna abbassare la guardia.
E aveva ragione. E per fortuna non ha fatto a tempo a vedere cosa diavolo sta succedendo...
Quindi, cantare Giovinezza è un insulto a chi è morto per la libertà, per la democrazia, sacrificandosi anche per quella gente che oggi si fregia del titolo immeritato di ministro.
Cantare Bella Ciao è un inno agli alti ideali, alla libertà, e crepi l'avarizia!, al sacrificio per qualcosa che ormai non c'è più.
Se fossi ancora giovane sarei davanti all'Ariston a manifestare in tutti i modi il mio sdegno.
E Morandi questa poteva risparmiarsela...
Come conclude oggi Gramellini su La Stampa, 'non tutto fa spettacolo nella vita'. Geniale

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