martedì 26 ottobre 2010

Papà, la colpa è tua!!

Tatticamente sono un papà con molta strategia e poca pratica.
Anche dopo sei anni di paternità, di cui tre con due Squali sul gobbone.
Oggi essere padre alla mia età, se posso dire, è una serie di convulsioni allo stomaco, fatte di preoccupazioni per il futuro, di ansie del presente e di rimpianti del passato.
Ma aldilà dei rammarichi di non averli fatti prima e quindi di essere sempre un po' alla loro rincorsa, il problema vero sono le ansie di un presente, sempre più complicato.
Niente di irreparabile, intendiamoci, ma oggi crescere ed educare i propri figli è una prova in salita con una bicicletta senza catena.
Stimoli pazzeschi, una società multietnica che offre molte opportunità di crescita culturale ma che mettono sotto pressione i genitori più che i bambini, pericoli veri o presunti a ogni angolo della strada, provocazioni politiche ed economiche che minano i fondamenti dell'educazione pubblica.
Ma altre cose molto più amene.
Pilù che non vuole imparare ad andare sulla bicicletta senza rotelle, BiBì che ha un'aggressività a volte smisurata, organizzazione delle giornate sempre in affanno con tre baby sitter, cinque maestre a scuola e due alla scuola materna, lavoro che sempre impera, stress continuo.
E poi le vere preoccupazioni, quelle per il futuro, alla luce di un presente terribile.
I bambini sono nostre 'vittime', che lo vogliano o no.
Vittime del nostro mondo, delle nostre sensazioni, delle nostre lotte e delle nostre scelte.
Spesso sbagliate.
Ci perdoneranno mai?

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