domenica 27 giugno 2010

Notti alpine

Nessuna programmazione, nessuna preparazione, nessuna idea.
Sì, aveva sentito quel suo vecchio amico della montagna qualche settimana prima. Parole cordiali, qualche aggiornamento, qualche risata.
- Ma vai ancora lì in vacanza? Hai ancora la casa là vicino alla pineta? Gli aveva domandato, quasi rinfacciandogli scarsa creatività immobiliare.
E lui aveva reagito, un po' risentito, con una certa punta di orgoglio.
- Certo che ho ancora la casa là. I miei figli sono la terza generazione, dopo i miei ed io.
L'amico aveva liquidato la conversazione e si erano dati appuntamento qualche settimana dopo, proprio nel paesino ai piedi delle Alpi. Una serata tra reduci, tra vecchi amici di quelle estati in montagna ormai ridotte a qualche giorno, perché la voglia di conoscere il mondo al tempo era irrefrenabile e imponeva lunghi viaggi oltre confine.
Ma quei giorni di fine estate erano l'occasione di riprendersi, di raccontarsi, di fare il punto.

Due sabato sera dopo, la 'reunione'. Che però, a sorpresa, si rivelò un vero e proprio summit.
Grazie a un passaparola telefonico e via internet, l'incontro si affollò di qualche comprimario, di qualche conoscenza dimenticata e di qualche coppia inaspettata.
E lui vide lei. O meglio la rivide.
Oggi sposata con uno del gruppo a cui, al tempo, non si sarebbe dato cinque lire, la più bella della 'compagnia', sempre un po' altera e di un fascino che anche a 18 anni denotava un sicuro futuro di successi. Bellissima.

Il loro passato in comune era fatto di un flirt estivo reiterato e ripetuto anno dopo anno, e qualche incontro furtivo durante gli inverni cittadini. Nulla più. Un po' di intesa giovanile, un po' di confronto sui temi caldi, e un po' di sano e attivo sesso e qualche passeggiata tra monti e pini immortali.

Ritrovarsela di fronte, qualche decina di anni dopo, senza avvertimento - con in mezzo le vite di tutti e due - per lui fu un colpo, violento quanto piacevole.
- Ma per te, il tempo, non è passato? le spara a bruciapelo lui, appena stampato sulla guancia il bacio di prammatica.
Sembrava tale e quale. Oddio, trent'anni si vedevano, ma la tonicità, il viso ancora giovanissimo e lo sguardo vispo e penetrante rimanevano tali e quali. Fascino puro. Un tuffo nel passato divenuto presente.

E poi la serata prende a correre. Ci si avvicina, si comincia a parlare, gli sguardi torvi del marito che ronza intorno come un moscone, la voglia di riavvicinarsi, qualche carezza furtiva.
E poi viene la notte, con i suoi misteri, i suoi sogni, la sua voglia di avventure...

Ma poi un ultimo sguardo, un ultimo sorriso di complicità, un'occhiata di commiato.
Per lasciarsi così, senza dirsi più nulla, con un vuoto che tutti e due avrebbero voluto riempire e che la vita ha invece svuotato.

Se ne andò verso casa sua. Con la gioia nel cuore.

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