martedì 15 giugno 2010

Donne e canali, dei paesi tuoi


Forse non ve ne siete accorti, ma ci sono i mondiali di calcio. Dove? In Sudafrica.
Un paese meraviglioso che ho avuto la fortuna di visitare ormai quasi quindici anni fa, appena dopo la fine dell'infamia razzista che ha vessato e distrutto il paese per decenni.
E i bianchi erano i cattivi, intendiamoci. Anzi, cattivissimi.
Probabilmente là le mamme, per far calmare i loro piccoli squali, li minacciavano, come faceva mia mamma con me, con dei 'guarda che ti vendo all'uomo n..o, cioè bianco, se non fai il bravo!!!'.
Tant'è.
Grazie a persone che spendono la loro vita per il proprio paese e per migliorarlo - vedi Nelson Mandela e tutto l'African National Congress - il mondo ha qualche speranza, qualche luce in più in fondo al tunnel.
Ma oggi parliamo di mondiali.
Di calcio?
Mmmmm, non ne ho le competenze.
Ieri sera, solo per farla vedere a Pilù, abbiamo guardato un po' di partita dell'Italia. Un pezzo poi basta.
A parte la noia mortale di questo sport, stiracchiato teatrino del titoc titoc con la palla; a parte le continue manfrine di chi cade e sembra morire per poi rialzarsi ancora più ringalluzzito di prima; a parte le mortali telecronache degli speakers televisivi, sempre e costantemente in ritardo rispetto a cosa sta capitando sul campo; a parte il fatto che i giocatori italiani sono veline maschili intatuate fino al midollo oltre che insulsi uomini strappati, purtroppo, all'agricoltura; l'unica cosa che potrebbe essere interessante è il pubblico.
Potrebbe, ma non è. Perché?
Per due motivi.
Uno, non si capisce se ci sono spettatori locali, che sicuramente farebbero uno spettacolo nello spettacolo. Le inquadrature sono sempre molto ristrette, e limitate alle tifoserie delle squadre che giocano. Sembra quasi che non si voglia far vedere altro.
Ma i cittadini sudafricani, bianchi o neri che si voglia, dove sono?
Secondo, leggo dal Corriere, che è stata effettuata un'espulsione non sul campo da gioco, ma addirittura sugli spalti.
Sembra che le giovani e avvenenti e giocose e formose e arancioni tifose olandesi non fossero lì per incitare i loro baldi tulipani in mutande, ma per reclamizzare una birra che non era la stessa dello sponsor ufficiale. Una furbata all'italiana.
Insomma il mondiale è stato privato dell'unica e vera, almeno ai miei occhi, attrattiva.

Il calcio è una vera noia. E più cerco di guardarlo meno mi piace.
Sempre meno.
Le tifose olandesi invece...

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