lunedì 19 aprile 2010

Ma come fanno i marinai...

C'erano una volta gli anni '70.
C'erano le lotte, gli studenti, le manifestazioni, gli scontri.
C'erano migliaia di giovani che tutti i giorni dedicavano il loro tempo nel cercare di migliorare questo schifo di paese.
C'erano i luoghi, i tempi, i rituali, le idee.
C'erano gli intellettuali che appoggiavano in gran numero le iniziative. Anzi le guidavano, talvolta, con le loro performance.
C'erano i cantanti, gli attori.
C'era, uno fra tanti, Dario Fo, che con la sua vena militante e pungente, era da sempre a fianco delle lotte ed era una vera e propria spina nel fianco del 'potere'.
E poi c'era la la Palazzina Liberty, luogo straordinario nel centro di Milano, in stato completo d'abbandono.
E Dario Fo occupò la Palazzina Liberty, per farla diventare un luogo d'aggregazione, di incontro, di dibattito, di divertimento, di ricreazione.
E la Palazzina Liberty era in Largo Marinai d'Italia, una gigantesca area, contrassegnata da un giardino pubblico grande e accogliente.
C'era una volta Milano, Medaglia d'Oro della Resistenza.

Oggi Dario Fo, premio nobel per la letteratura, in quel posto non si fa più vedere.
Oggi gli studenti viaggiano con Mercedes e Bmw e frequentano gli happy hour.
Oggi i cantanti, gli attori, preferiscono le visite fugaci in Tv e soprattutto di non schierarsi, che vuol dire essere schierati con i peggio di tutti.
Oggi si occupa proprio un bel niente.
Oggi Milano non vince neanche la Medaglia d'Oro del campionato di risotto allo zafferano.
Oggi, largo Marinai d'Italia, forse un po' più fighetto d'allora, ma sempre splendido, assiste, inerte e indifferente, solo a questo.
'Tristezza, per favore va via...', cantava la milanesissima Ornella Vanoni.

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