giovedì 14 gennaio 2010

Ofelé fa il to mesté!

Tre giorni soli, io e gli Squali.
E quindi, per ricordare a suo padre chi comanda realmente, stamattina BiBì, sebbene debitamente avvertita ieri sera, ha fatto di tutto per incrinare le pareti secolari della nostra casa. A colpi di urla e pianti teatrali.
Sembrava non volesse smettere più.
E allora a un certo punto Pilù, per distrarla, le porta tutte le bambole, i pupazzetti e quant'altro. Lei si calma, prende i due Ciccioni - alias Cicciobello -  e se li stringe forte forte al petto, con il viso luccicante di lacrime.
Mi faceva una pena...
Comunque poi si è calmata, ci siamo vestiti velocemente - e Pilù anche in questo mi ha aiutato con grande generosità facendo lo scemo per tutto il tempo - abbiamo fatto colazione e ci siamo catapultati, in ritardo!, verso l'auto per effettuare le consegne: una al nido e l'altro alla scuola materna.
E stasera si ricomincia.
Questi sono scalini. Si cresce insieme. Ci si conosce.
Il padre, sapete, arranca sempre un po' a distanza.
Riesce a ottenere un po' a seguito di uno sforzo immane.
E a volte non ottiene nulla. O a volte non fa nulla per avere.
Il mestiere del padre è difficilissimo.
Credetemi, ve lo dice un padre, mica uno qualunque.

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