martedì 20 ottobre 2009

Un brusco risveglio

Dio mio che orrore!!
Leggete questo pezzo di Cerami sull'Unità.it, che leggo oggi, ma che è datato 18 ottobre.
Vincenzo Cerami lo conoscete: scrittore, autore cinematografico e tant'altro. Una mente fine, maledettamente lucida, determinata.
Che ci racconta? La fine delle illusioni (delle utopie, di un mondo migliore, di un futuro più 'umano) come unico obbiettivo per la sopravvivenza nell'oggi.
Cinico? Forse. Realista? Boh. Rassegnato? Sicuramente.
"Se riuscissimo a toglierci di dosso, ogni giorno, un po’ di illusioni, guadagneremmo in senso della realtà, e faremmo quindi meno errori", ci spiattella sul muso l'autore.
Traduco. Se la smettete di sognare, se la piantate di cercare il cambiamento, se evitate di cambiare le cose, allora prendete conspevolezza della realtà e vivete meglio.
Sì, cioè forse. Però l'esimio scrittore si dimentica che questa è la strada della rassegnazione, della accettare supini quanto è deciso da altri. E' la via verso la dittatura delle menti e dei corpi. Un incubo. Che forse stiamo già vivendo in questo periodo storico, dove la forza mediatica, il grande fratello orwelliano, sembrano ormai avere preso il sopravvento.
Ma come diceva Borrelli, il nostro slogan è resistere, resistere, resistere.
Un'illussione vi colpirà, cari seguaci della rassegnazione. E un sogno vi seppellirà.
E sarà una gran festa. Vera.

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