mercoledì 21 ottobre 2009

Colpirne uno per educarne cento!

Ci sono serate che prenderesti uno per colpire l'altro. Squali, naturalmente.
A casa da giorni solo con loro, ieri sera veramente è stata a messa dura prova la mia proverbiale mancanza di pazienza.
Giornata dura ieri in ufficio. Dura, come i tempi che viviamo, in cui la pausa pranzo diventa il momento di stallo tra un disastro mattutino e l'angoscia di quel ti può succedere nel pomeriggio. Veramente dura, durissima, come il granito.
E quindi uno arriva a casa già bello carico da una parte e sfinito dall'altra. E siccome sa di non vivere in uno spot del Mulino Bianco, non si aspetta tutto rose e fiori, fantastiche cene già pronte sulla tavola, e figli sorridenti che ti vengono incontro abbracciandoti e sussurrandoti parole dolci. Ma almeno una situazione normale.
E invece, siciuramente causa la mancanza della madre, gli Squali hanno anche loro i loro problemi, le loro tensioni, le loro ambizioni.
E quindi tutti che parlano e blaterano in contemporanea, tutti che pretendono subito attenzione, giochi, scherzi, caramelle e cotillons.
Non vi sto a raccontare cosa ha combinato Pilù perché ho ancora decenza e soprattutto privacy, ma so solo che ieri sera è stato difficilissimo manetnere il controllo e non lasciarsi andare a reazioni incontrollate.
E in più BiBì, la madre di tutte le rosse furiose, si è messa a boicottare ogni iniziativa - "Giochiamo con il treno? NO!", scassando con manate la ferrovia appena costruita -, ogni proposta - "Mettiamo il pigiama visto che prima o poi dovremmo anche dormire? NO!", scalciando -, ogni idea di intrattenimento  - "Vediamo la Pimpa o i filmatini sul computer o le fotografie o un libro o qual che cavolo vuoi? NO!", con calcio al mio portatile che è vivo per miracolo.
Bene ieri sera ero sfinito, alle dieci cascava la palpebra, e in più dovevo anche sorbirmi il caos del dopopartita che imperversava sotto le mie finestre.
Ci sono serate che prenderesti uno per colpire l'altro. Squali, naturalmente.
Tra poco è il mio compleanno. Chi mi regala un teletrasporto o, in mancanza di questo, almeno una macchina del tempo?
Evvia, fate uno sforzo!

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