giovedì 17 settembre 2009

Sacco nero o sacco giallo?

Gli anni che passano, oltre ai capelli grigi e alle giunture che scricchiolano, portano anche a qualcosa di peggiore. La sensazione sempre più forte che tutto sia già stato detto.
Sempre più spesso, ascoltando, ho la netta consapevolezza che tutto quello che esce da 'quella' bocca di turno l'abbia già sentito, che sia la solita trippa riscaldata.
Frasi fatte, concetti stantii, osservazioni passate per acute e invece banalità sconcertanti, interventi illuminanti che invece fanno calare le tenebre; un disastro.
E io di rimando, ormai me lo dicono in molti, mi estraneo, viaggio con la mente.
- Ehi ci sei ancora? mi sento rimbrottare.
Il mio esempio è 3BO, in Guerre Stellari che a un certo punto chiede a Luke Skywalker:
- Padrone, se per lei va bene mi spegnerei per un po'.
E si spegne, accasciandosi su se stesso.
Ecco io nelle conversazioni, sempre più spesso, mi ritrovo dapprima a valutare cosa dicono e quasi sempre a concludere che in fondo non mi interessa, che tutto quello che mi riversano addosso non fa altro che sconcertarmi, annoiarmi, fino allo spegnimento.
Forse sono io che non funziono più. E tra un po' il 'mio' Skywalker mi spegnerà d'autorità e mi porterà alla discarica.
Speriamo almeno di essere riciclabile.

3 commenti:

  1. Ho sempre pesato e appurato sul campo che il silenzio è un potente mezzo di comunicazione.
    Adesso non spegnerti eh! per quello che ho detto !!

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  2. Grazie. Anch'io ambisco a un po' di silenzio. Forse proprio perché mi occupo di comunicazione...
    Il caos mi fa ronzare la testa...
    ciao

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