mercoledì 3 giugno 2015

Chissà se ricorderà...

Quando ero piccolo, ma veramente piccolo, alle elementari, le mattine invernali erano buie, tetre e spesso condite dalla buona e spessa nebbia meneghina.
Si doveva essere a scuola entro le 7,55, se non ricordo male, e la mattina era un vero incubo alzarsi.
Ricordo molto bene il percorso dalla camera da letto al bagno - dopo il risveglio spesso non dolcissimo!, che mia madre riservava - come il tragitto del condannato a morte verso il patibolo. Boy dead walking...
Ma il ricordo più nitido, proprio come il cielo all'alba in montagna, è di quando mia madre  - forse esasperata dalla mia lentezza - entrava in bagno e prendeva in mano la situazione e mi lavava. Prima il viso, poi le mani.
Ho nei miei occhi l'immagine nitida delle mie mani circondate dalle sue sotto l'acqua, insaponate. E ricordo ancora quasi con piacere fisico, la morbidezza delle sue mani sulle mie, vellutata.
Adoravo quei momenti, rendevano la mia giornata già felice.
Ecco a cosa ho pensato ieri sera, lavando i capelli a Bianca.
E mentre glieli sciacquavo, delicatamente, sotto l'acqua tiepida della doccia - e mentre lei rideva come una matta! - ho pensato se mai un giorno anche lei ricorderà questi momenti di grande intimità e di vita familiare, pieni di poesia, ricchissimi d'affetto e d'amore.
E vi risparmio l'asciugatura, lunghissima, visto che ormai i suoi capelli arrivano a metà schiena.
Bisogna saper godere anche dei piccoli momenti, e soprattutto di quello che si ha.
Che è, almeno per me, tantissimo.

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