giovedì 24 giugno 2010

Illegittima sconcezza

E gli è andata male. Ma male male.
La strategia era chiara.
Nominiamo un altro ministro (meno tasse per tutti e ridurremo il numero dei ministri, ricordate vent'anni fa?), per altro inquisito nel processo della Bpi e della scalata alla banca Antonveneta.
Ma siccome la cosa potrebbe far vomitare anche l'ultimo dei militanti del Partito del fare quel che mi pare, allora la facciamo sporchissima. Facciamo tutto durante i mondiali, che tanto in questo paese di baluba con il pallone al posto del cuore e le tette delle veline al posto degli occhi, nessuno se ne accorge.
Ma non è finita.
Il neo ministro, con grande tempismo e formidabile sensibilità istituzionale, rivendica il legittimo impedimento al processo dove è imputato, proprio poche ore prima della partita decisiva della nazionale. Sicuramente confidando in una vittoria che tutto avrebbe nascosto, che tutto avrebbe pulito, come il Vetril.
E invece, i patetici eroi milionari in mutande - presunti figaccioni tatuati in crisi continua di congiuntivi - si fanno sbattere fuori dagli ultimi arrivati.
E ora, caro neo ministro?
Mi sa che in mezzo a questa ennesima debacle, la notizia della sua 'legittima' rivendicazione non penso che passerà troppo in silenzio. Anzi.
Credo che qualcuno avanzerà la tesi ardita che se l'Italia pallonara è stata eliminata, la colpa sarà sì dei giocatori e dell'allenatore ma anche un po' sua, semplicemente perché la nazionale ha giocato in uno stato di evidente inferiorità: non sapeva come nascondere la vergogna di fronte al mondo intero.
Elettore di destra? Sempre lì, convinto?

1 commento:

  1. Una parabola fantascentifica di questo meraviglioso uomo che ci lascia con rammarico dopo aver detto la frase direi migliore dell'estate 2010 che possiamo leggere qui: http://www.agi.it/news/notizie/201006272009-cro-rt10091-brancher_l_italia_perde_i_mondiali_e_se_la_prende_con_me

    Ho fatto questa riflessione: non abbiamo ancora toccato il fondo, è ancora più o meno lontano, questo qui siamo riusciti ad epurarlo.

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