mercoledì 8 marzo 2017

Presto che è tardi!

In questo blog, o presunto tale, c'è una falsità di fondo.
Attenzione, non un errore, non una dimenticanza, non una semplice leggerezza.
Una vera e propria scientifica e consapevole falsità.
La troviamo nel nome stesso.

Quando ho avviato questo spazio - più che altro per raccogliere qualche nota prima di tutto sui miei figli, e poi per riversare pensieri, note, cianfrusaglie pseudo-intellettuali so ogni cosa o evento che richiedeva, almeno per me, una meditazione un po’ più profonda, tale da generare righe e parole in libertà - il mio pensiero era unico solo.
Non è mai troppo tardi per fare figli, per buttarsi nella più meravigliosa avventura che l’uomo può intraprendere nella sua inutile vita.
Avevo 47 anni quando ho avuto Andrea, e quasi 50 quando è arrivata Bianca.
Per quello dicevo, in fondo, che non era mai troppo tardi.

Bene. Ma l’affermazione è volutamente non veritiera, se si allarga alla vita tutta.
A volte è troppo tardi, a volte si arriva con l’affanno a prendere decisioni che però ormai non hanno più spazio, né tempo.
A un certo punto ci si rende conto che non tutto torna, che non tutto è ‘riparabile’, che le energie non ci sono più, o peggio, non si ha proprio più voglia.
A volte, cari miei - come diceva sempre mio padre quando doveva sentenziare qualcosa o qualcuno -, è troppo tardi, è talmente tardi che non c’è più luce, non c’è più tempo, non c’è più forza.
Sempre più spesso ti accorgi che è talmente tardi che non ti resta che chiudere la porta e infilarti a letto.

Sperando che il sole sorga ancora, la mattina dopo.

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