martedì 7 aprile 2015

Tortura

Credo che oggi abbiamo toccato il fondo.
Non solo siamo in testa (o poco ci manca) a tutte le peggio classifiche che ammorbano il mondo moderno manco fossimo al campionato di bocce - e cioè per la corruzione, per la mancanza di libertà di stampa, per lo sviluppo, per la cultura, per il livello di lettura...- ora siamo stati condannati anche per 'tortura'.
Sì, tortura, quella roba che in genere troviamo sui libri dell'ottocento oppure in quelli che ci raccontano di conflitti, più o meno recenti. Oppure quando ci raccontano di mondi lontani che liquidiamo con spocchia occidentale come incivili.
Nell'amata Italia, durante il più famoso G8 della storia, poco dopo l'insediamento del Nano 1.0, le forze dell'ordine nostrane - mica bande criminali o gruppi di giustizieri fuori controllo - hanno di fatto con la loro irruzione torturato centinaia di ragazzi che erano accampati nella famosa caserma Diaz.
Tortura, capito?, tortura.
E chi ha sentenziato non sono i soviet sotto Stalin (che magari un po' di parte erano...), non è un gruppo di guardie rosse di Mao, non è il Pc cubano con alla testa il Che e Fidel, no, è la corte di Strasburgo, la corte europea dei diritti dell'uomo. E la sentenza di condanna è stata raggiunta all'umanità.
Ma ve ne rendete conto?
Ormai nessuno si scompone più, per nulla, tutti ormai girano la testa dall'altra parte, e noi sprofondiamo.
Sono rimasto basito, sconcertato.
Non mi piace avere la nazionalità in un paese condannato per tortura.
Forse è meglio che ricominciamo tutti da capo.

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