lunedì 2 settembre 2013

Campus sì, campus no

Tutto 'è finito', e parlo solo di vacanze, intendiamoci.

Gli squali già da stamattina sono nella grande città, e subito impegnati in quei campus estivi che, grazie a consistenti elargizioni di natura economica, offrono un posto dove metterli in attesa che la scuola muova i suoi primi passi.
'Poveri' bambini.
Prima ai campus per quasi tutto luglio.
Poi al mare per due settimane a nuotare e massacrarsi.
Poi i nonni all'estero.
Poi la montagna, prima con il papà e poi con la mamma.
Ora siamo agli sgoccioli.
La scuola, con i suoi tempi rallentati, apre il 12 settembre, e quindi fino a quel momento bisogna 'riempire', visto che i genitori devono far finta di lavorare.

E siccome questo paese maledetto, con al 'centro' il Vaticano e la famiglia, si organizza per mettere in difficoltà in modo scientifico le famiglie stesse (per fare vivere a suon di euro tutte le associazioni pubbliche degli amici oppure quelle delle parrocchie), allora l'unico modo per avere una soluzione è quello - se non si hanno i nonni a completa disposizione e vicini geograficamente parlando - di sborsare in continuazione danaro, ogni giorno, sempre di più.

È tutto straordinario.

Ma ormai sono rassegnato a questo disastro chiamato Italia.
Conto solo i giorni in cui i miei figli, economicamente permettendo, possano fuggire a gambe levate e permettersi da lontano di guardare il proprio paese, con un sorriso ironico accompagnato da una sonora pernacchia.

Nessun commento:

Posta un commento

La porta (e l'olio)

Olio, tanto olio. In quelle pompette un po' vintage che ancora circolano oggi. In genere di colore rosso. Un pezzo di carta, un po'...