mercoledì 26 dicembre 2012

25.12.2012

Ieri era Natale, ma va?
Da quando ho i figli ogni volta la storia si ripete a fronte di una continua diversità.
I giorni che precedono l'evento, gli occhi dei bambini sempre più vispi e vigili, le loro domande (ma quanto manca al Natale?, la domanda più frequente di Bianca), il loro cercare con gli occhi qualcosa che bramano e che 'annusano'.
E poi finalmente la mattina del giorno fatidico, quella chiara (grigia per Milano) luce che compare in quel silenzio quasi surreale.
Tutti a casa, tutti chiusi tra le loro quattro pareti, in attesa di soddisfare le attese dei loro figli.

Anche da noi quest'anno si svolto il consueto teatro natalizio.
Con un'apertura bellissima da parte dei miei figli.
Prima arriva Bianca, picchiettando i suoi piedi nudi sul pavimento ci sveglia con un classico - lei che è sempre alla ricerca di un 'colpevole' - "è arrivato Babbo Natale!! correte...".
Andrea, invece, come sempre più scientifico e meno aulico di sua sorella fotografa con pragmatica esattezza la situazione:
"Papà, vieni, c'è una marea di regali!!".
Dopo è tutto un rincorrersi, sedersi, gridare, ridere, spingersi, guardare, osservare, chiedere, giocare, commentare e finalmente fermarsi di fronte alla marea (quella sì!) di carta stracciata, nastri che volano, pezzi di regali in via di montaggio e chissà che altro.

Lo scriverò fino a quando ne avrò le forze: vedere i bambini il giorno di Natale dà la carica per poter affrontare l'anno che verrà, anche se dovesse vincere le elezioni colui il quale - per un voto a  Manitù - non nominerò mai più.
Gioia pura, che ti ripaga di tutti i se i ma dell'anno in conclusione.

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